Contratto, presto al via le trattative
Entro il mese di settembre saranno avviate le trattative relative al rinnovo del biennio economico 2008/2009.
Si tratta di una richiesta fortemente sollecitata dal SAP, anche nei mesi estivi, con l’obiettivo di chiudere rapidamente questa importante partita.
Una partita, è bene dirlo e ribadirlo soprattutto a qualche sindacalista della domenica, che poteva e doveva essere giocata soltanto in un modo, soprattutto se si hanno realmente a cuore gli
interessi dei colleghi e di chi si rappresenta.
Il Contratto, per un sindacato serio che sa svolgere il proprio mestiere, è uno strumento da utilizzare per tutelare la categoria, non per compiacere un ministro amico o propagandare mirabolanti
aumenti.
In un momento terribile per l’economia nazionale e mondiale, con una manovra finanziaria straordinaria che rischiava di colpire le nostre tredicesime, tagliare gli assegni di funzione e bloccare
gli avanzamenti, noi siamo riusciti a impedire che al Comparto Sicurezza fosse inferto un colpo mortale, salvaguardando anche i 100 milioni per la Specificità, figli dei 40.000 Poliziotti scesi
in piazza a fine ottobre scorso a Roma e non delle chiacchiere.
Il SAP, la Consulta Sicurezza e i sindacati di Polizia più responsabili hanno subordinato la firma del vecchio biennio economico 2008/2009 ad obiettivi irrinunciabili, mettendo in campo una
mobilitazione che ha dato i suoi frutti reali.
Abbiamo sempre detto che le risorse per il Contratto scaduto tre anni fa non ce le poteva togliere nessuno e così è stato.
L’avvio delle trattative e la firma dell’intesa daranno luogo agli incrementi e agli arretrati previsti, senza perdere un euro.
Il nostro obiettivo è quello di spostare la totalità delle risorse sulla parte fissa, così da avere maggiori garanzie per tutti.
Non solo.
Per noi restano fondamentali due obiettivi: la previdenza complementare e il Riordino delle carriere.
Punti che faremo pesare nella trattativa con la parte governativa.
Questi sono i fatti.
Un avviso ai Poliziotti italiani: preparatevi alle fesserie, alla demagogia, alle trovate di talune organizzazioni sindacali in crisi di sopravvivenza che, specialmente in questi mesi di
settembre ed ottobre, quando le disdette fioccano e le poltroncine tremano, cominciano ad inventarsene di tutti i colori per prendere in giro i colleghi.
Colleghi che hanno in mano una grande arma per mandare a casa certi sindacalisti della domenica e premiare l’unica organizzazione seria e davvero autonoma che parla con i fatti, non con le
baggianate…
Orgogliosi di essere SAP!
Tessera del tifoso: il calcio è un gioco, non una guerra
La politica parla, i Poliziotti lavorano
Mentre la politica si riempie la bocca di belle parole, anche in tema di sicurezza, oppure si lascia andare a spettacoli poco edificanti fatti di polemiche, dichiarazioni, promesse e tante,
tantissime chiacchiere, nel nostro Paese c’è chi lavora per davvero, chi garantisce la tranquillità dei cittadini anche a ferragosto, chi opera pure di notte e nei giorni festivi per permettere
agli italiani di andare tranquilli in vacanza: basti pensare al recentissimo e brillante blitz della Squadra Mobile di Bari e del Commissariato di Bitonto che hanno tratto in arresto il
noto boss e capoclan Domenico Conte.
Stiamo parlando, ovvia-mente, delle donne e de-gli uomini della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine.
Gente per la quale non fa differenza se ci troviamo in estate o in inverno, se stiamo per festeggiare il Natale o la Pasqua, se c’è la luce del giorno o il buio: oggi come ieri i Poliziotti –
con-trariamente ai politici – sono sempre in prima linea e, spesso, in prima linea si muore.
Si muore in servizio per svolgere il proprio dovere, perché si crede in quello che si fa, perché - nonostante i tempi difficili che stiamo vivendo - sappiamo di indossare una divisa per la quale
molti hanno dato la vita.
Come Massimo Calabrese, Assistente Capo, 41 anni, morto nei giorni scorsi in un tragico incidente al casello autostradale di Tivoli (Roma), investito da una vettura durante un
posto di blocco.
Niente e nessuno potrà lenire il dolore di tutti noi, ed in particolare di familiari e parenti, per l’ennesima, tragica scomparsa di un collega.
Però, in una società che viaggia all’unisono per quel che concerne la tensione ideale, che si ritrova ad essere con convinzione dalla stessa parte per quel che riguarda i principi di legalità e
giustizia, la politica e i politici dovrebbero sempre e comunque essere al fianco delle Forze dell’Ordine, di coloro cioè che sono deputati a garantire la sicurezza dei
cittadini, anche a rischio della loro incolumità.
Non è così sempre, purtroppo, e lo sappiamo bene.
Basti pensare alle battaglie che il SAP e il Comparto Sicurezza tutto hanno dovuto combattere – e la nostra mobilitazione non è certo terminata – per impedire che la manovra finanziaria
straordinaria da 25 miliardi penalizzasse i nostri avanzamenti di carriera, i nostri assegni di funzione, le nostre tredicesime e i nostri straordinari.
La politica, spesso, anche a livello territoriale e locale, gioca a scaricabarile sulla pelle delle Forze dell’Ordine.
E in questo senso non v’è distinzione tra destra e sinistra.
A Napoli e in Campania, per esempio, la giunta regionale targata Pdl e guidata dal presidente Caldoro ha deciso, pochi mesi dopo il suo insediamento, di impedire agli appartenenti alle
Forze dell’Ordine di viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici.
Una scelta discutibile dal punto di vista normativo, è doveroso precisare subito.
Una scelta che penalizza donne e uomini che guadagnano 1.300 euro al mese e che operano in una città difficile, difficilissima, dove la criminalità non scherza.
La presenza degli appartenenti alle Forze di Polizia su bus e metro, tra l’altro, garantisce maggiormente anche i cittadini, come tutti sanno bene.
Sia chiaro che a Napoli ed in Campania il SAP non lascerà nulla di intentato per trovare una soluzione concreta a questa problematica.
Dal sud ci spostiamo al nord.
A Trieste, sempre nei giorni scorsi, il nostro Segretario Provinciale Lorenzo Tamaro, nel criticare l’istituzione a livello locale delle ‘ronde anti-prostituzione’, ha stigmatizzato
alcune presunte dichiarazioni dell'on. Massimo Fedriga, responsabile del Carroccio nella città giuliana, che aveva criticato l’operato della Polizia.
Dopo le polemiche, ha prevalso un po’ di buon senso: Tamaro e Fedriga si sono incontrati e, pur nella diversità di posizioni (per il SAP le ronde restano inutili e pericolose), si è addivenuti
almeno ad un chiarimento “istituzionale”.
Apprezzabile, da questo punto di vista, il buon senso dimostrato dal parlamentare leghista.
Ma il tentativo di scaricare le responsabilità della politica alle Forze dell’Ordine, magari con l’obiettivo di mettere su qualche ronda in più o di rafforzare le prerogative dei vigili, è un
fenomeno che abbraccia varie realtà locali del nostro Paese, soprattutto al nord.
A Torino, sempre nell’ultima settimana, è stato a dir poco inaudito – e senza neppure un chiarimento successivo, come avvenuto a Trieste – l’attacco portato da esponenti della giunta di
centrosinistra guidata da Chiamparino alla Questura e ai colleghi.
Tutto è nato dall’occupazione abusiva messa in atto da alcuni profughi che hanno preso possesso di una palazzina comunale (ex sede dei vigili).
La “colpa” della Polizia e delle Forze dell’Ordine sarebbe stata quella di non aver impedito la cosa: peccato che da giorni era in atto una trattativa su questi soggetti che ha coinvolto varie
istituzioni e che da più parti sono state evidenziate le carenze dell’amministrazione locale che non ha trovato in passato alloggi idonei ai profughi, esasperando alcuni di loro.
E’ facile poi scaricare sulla Polizia: da questo punto di vista il SAP è stato l’unico sindacato ad aver preso immediata e ferma posizione, perché anche noi ad agosto – come la maggior parte dei
colleghi – non andiamo in vacanza!
Dev’essere chiaro che mentre i colleghi lavorano e rischiano la vita, mentre il sindacato – il SAP in particolare – vigila e interviene 365 giorni su 365, certa politica politicante, a Roma come
sui territori, non compie il proprio dovere fino in fondo.
Il Sindacato Autonomo di Polizia – autonomo per davvero, da tutto e da tutti! – non intende tollerare più questo stato di cose.
Orgogliosi di essere SAP!
Finanziaria e non solo: cominciamo a dire come stanno davvero le cose.
Manovra: verso la giusta direzione grazie alla nostra mobilitazione
Dal Flash 30 del 26 luglio 2010
Grazie alla mobilitazione del SAP, del Comparto Sicurezza e Difesa, dei Vigili del Fuoco, si comincia a intravedere un pò di luce per quel che riguarda la manovra finanziaria 2010 approvata dal
Senato e ora all’attenzione della Camera.
Come avevamo scritto nel Flash 29, il testo approvato a Palazzo Madama non era del tutto rassicurante per le Forze dell’Ordine, soprattutto in materia di assegno di funzione.
Il problema principale, lo scoglio che sembrava insuperabile era quello relativo al cosiddetto “tetto retributivo” previsto dalla manovra.
Non a caso, nonostante le rassicurazioni di autorevoli esponenti del Pdl, avevamo chiesto un chiarimento al Governo su questo importante punto.
La risposta dell’Esecutivo non c’è stata e allora la risposta l’ha data il SAP, assieme ai principali sindacati di Polizia e al Comparto Sicurezza: imponente presidio davanti alla Camera
dei Deputati il 21 luglio, giorno in cui la manovra approdava a Montecitorio.
Una partecipazione massiccia di colleghi, un rilievo mediatico importante, il sostegno della Presidenza della Camera, l’appoggio di parlamentari anche della maggioranza, la presenza personaggi
come Casini, Di Pietro e Letta (Pd), senza dimenticare amici come la Calipari e Paladini, hanno messo da subito il Governo nelle condizioni di non poter restare col cerino in mano.
Perché la situazione sarebbe diventata esplosiva e la mobilitazione dei tre Corpi di Polizia ad ordinamento civile, unitamente alla Guardia di Finanza, ai militari e ai Vigili del Fuoco sarebbe
continuata in maniera sempre più eclatante.
Così è venuta fuori la proposta di presentare un ordine del giorno da approvare contestualmente alla manovra e che la “vincolasse” dal punto di vista interpretativo.
Ordini del giorno in tal senso sono stati subito presentati da Casini e Cesa dell’Udc, da Fiano del Pd, da Paladini dell’Idv.
Tutto questo, assieme ad un costante lavoro di contatti con parlamentari di maggioranza e minoranza tenuto dal SAP, ha fatto partorire un ordine del giorno da parte del Governo, di cui diamo
conto nelle agenzie stampa che riportiamo.
Un ordine del giorno che sarà approvato nei prossimi giorni dalla Camera assieme alla manovra e che interpreterà nel senso da noi richiesto la manovra, garantendo gli aumenti retributivi
relativi alle promozioni e agli assegni funzionali.
Punti questi sui quali non abbiamo ceduto e non cederemo mai.
Certo, vogliamo vedere nero su bianco e restiamo ancora mobilitati.
Ma la strada intrapresa è quella giusta, almeno in questa fase.
Si tratta, naturalmente, di una soddisfazione da calibrare nel contesto complessivo che stiamo vivendo, perché la manovra ci penalizza comunque, a partire dai contratti.
Dopo il via libera definitivo (e alle nostre condizioni) della finanziaria, occorrerà chiudere la partita del vecchio Accordo contrattuale e tornare alla carica sul
Riordino delle Carriere e la previdenza complementare.
Due obiettivi fondamentali per il SAP, ai quali non rinunceremo mai.
Chiusa (si spera) una delicata partita, se ne aprono immediatamente altre.
Il SAP resta mobilitato e, come sempre, ad agosto non va in ferie.
Non ce lo possiamo permettere perché dobbiamo tutelare i 20.000 colleghi che ci danno fiducia e tutta la Polizia di Stato.
Orgogliosi di essere SAP!
IL MOMENTO DELLA VERITA'
Prosegue senza sosta l’impegno del SAP e dei maggiori sindacati di Polizia, che restano mobilitati e che sono pronti a mettere in campo ulteriori ed eclatanti iniziative di protesta e dissenso,
per modificare in sede di conversione di legge il decreto contenente la manovra finanziaria.
Due risultati importantissimi possono essere rivendicati, anche se occorre un ultimo, fondamentale sforzo.
Per prima cosa, è stato impedito lo scempio di una decurtazione delle nostre tredicesime: una battaglia ha visto in prima linea il Sindacato Autonomo di Polizia – si vedano articoli e servizi
nell'Area News – e che, grazie all’immediata denuncia dello scellerato " emendamento Azzolini" e al successivo " caos" mediatico che ne è seguito, ha costretto il Governo e la maggioranza a fare
un passo indietro.
Non solo.
Le pressioni del SAP e dei maggiori sindacati di Polizia, che in questa battaglia hanno potuto contare sull’appoggio convinto delle rappresentanze della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale
dello Stato, dei Vigili del Fuoco e anche del Cocer della Guardia di Finanza, hanno convinto il signor Tremonti ad aprire i cordoni della borsa, tenuta fino ad oggi particolarmente stretta per
quel che riguarda il Comparto Sicurezza.
In questa chiave va letta la proposta governativa di istituire un fondo pari a 160 milioni di euro (80 milioni per il 2011, l’altra metà per il 2012) che servirà, dobbiamo precisarlo bene
al fine di evitare dubbi e confusioni che si stanno ingenerando tra i colleghi, per garantire a tutti i Ruoli il trattamento economico superiore quando si è promossi.
Parliamo quindi dell’Agente che diventa Agente scelto come dell’Ispettore che diventa Ispettore Capo.
Tutti i Ruoli e le Qualifiche.
Su questo non ci sono dubbi.
Resta un fondamentale passaggio da portare avanti, quello relativo agli assegni di funzione, al trattamento economico da Ispettore Superiore dopo 10 anni di permanenza nella qualifica di
Ispettore Capo e al trattamento economico di fine rapporto.
Stiamo lavorando a stretto contatto con parlamentari di maggioranza ed opposizione per modificare gli
effetti dell’articolo 9, comma 1, del decreto contenente la manovra finanziaria integrativa.
Il Parlamento avrebbe dovuto discutere nei giorni scorsi, in Aula, il provvedimento, blindato con la richiesta di "fiducia" da parte del Governo.
Una mossa che avrebbe impedito qualsiasi ulteriore modifica. Lo slittamento a giovedì 15 luglio della discussione al Senato della manovra, frutto anche delle nostre pressioni, permetterà
alla Commissione Bilancio, che sta vagliando le ulteriori proposte di modifica, di avere qualche giorno in più per "meditare" e inserire le opportune soluzioni emendative, che dovranno tradursi
nel cosiddetto "maxiemendamento".
E’ questo un fondamentale momento di verità che determinerà l’acuirsi o meno dello stato di mobilitazione del SAP, dei maggiori sindacati di Polizia e dell’intero Comparto Sicurezza, pronti a
mettere in campo ogni forma di protesta e dissenso possibile, pur sempre legittima, per difendere i diritti del personale.
Si tratta di una battaglia forte che sta vedendo un ampio e compatto fronte di sindacati e rappresentanze muoversi insieme ed unitariamente.
La manovra per il SAP dovrà, inoltre, contenere garanzie sulle risorse appostate negli ultimi anni per il Riordino delle Carriere e, per quel che riguarda la previdenza
complementare, non è nostra intenzione fare passi indietro.
Tutt’altro.
Stiamo infatti sostenendo fortissimamente il disegno di legge n. 783 presentato dal Senatore Ramponi (Pdl) volto a prorogare, per il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate,
l’avvio del sistema di calcolo contributivo previsto dalla Riforma Dini fino al 31 dicembre dell’anno di effettivo avvio della previdenza complementare.
Una proposta che recepisce in pieno le richieste del SAP e dei colleghi.
Il nostro impegno e i nostri sforzi continuano senza sosta.
Non lasceremo nulla di intentato per difendere realmente, non con le chiacchiere e la demagogia, gli interessi e i diritti delle donne e degli uomini della Polizia di Stato.
Orgogliosi di essere SAP!
Governo: silenzio assordante!!!
La mobilitazione del SAP e dei maggiori sindacati di Polizia a Roma e in tutte le principali città italiane nella giornata del primo luglio, le migliaia e migliaia di col-leghi che da nord a sud
hanno lavorato per i volantinaggi, le oltre 100.000 firme raccolte fino ad oggi, hanno rappresentato soltanto l’inizio di un intenso percorso di dissenso e protesta contro i tagli previsti dalla
manovra finanziaria.
Un percorso che ci porterà a mettere in campo ulteriori manifestazioni, anche eclatanti, che saranno decise ed organizzate assieme alle altre organizzazioni sindacali.
Abbiamo cercato di spiegare alle decine e decine di migliaia di cittadini che hanno affollato i nostri gazebo e i nostri tavolini in tutta Italia che i poliziotti protestano soprattutto per i
tagli lineari, cioè indiscriminati, che ridurranno senza ombra di dubbio la presenza di volanti, gazzelle e agenti di quartiere nei territori, che determineranno il rischio concreto di una
chiusura di commissariati e di stazioni, che ci impediranno di portare avanti con serenità la nostra missione, quella cioè di essere in primo luogo dalla parte della gente.
Gli italiani hanno compreso il nostro disagio, così come i giornalisti e i magistrati che nello stesso giorno manifestavano contro il disegno di legge sulle intercettazioni, un provvedimento che
anche il SAP contesta proprio in virtù dei danni che produrrà alle indagini e alla polizia giudiziaria.
A questo proposito, è doveroso una volta per tutte invitare il Governo a smetterla di rivendicare meriti non propri: arresti ed operazioni sono merito esclusivo delle Forze di Polizia, del loro
operato e del loro sacrificio.
Alcuni provvedimenti di legge, addirittura – si pensi alla normativa sugli stranieri -, hanno oberato i nostri uffici di compiti e incombenze, che dobbiamo comunque portare avanti.
E se dovessero passare le nuove norme sulle intercettazioni, si produrrebbe un danno irreversibile al sistema.
Questo dev’essere chiaro.
Alla sensibilità delle gente nei confronti della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine, si frappone il silenzio assordante del Governo e della maggioranza che, ancora una volta, danno
l’impressione di voler tirare dritti per la propria strada.
Noi non ci stiamo!
Abbiamo consegnato ai Presidenti di Senato e Camera, a tutti i parlamentari, ai deputati e ai senatori che siedono a Montecitorio e Palazzo Madama, un dettagliato documento elaborato dal nostro
Ufficio Studi relativo agli emendamenti da portare avanti per salvaguardare il Comparto Sicurezza e alle conseguenze dei tagli (si veda l'Area News).
La nostra mobilitazione romana, tenutasi proprio davanti alla Camera, ha avuto l’appoggio e il sostegno dei leader di tutti i principali partiti di opposizione, da Di Pietro a Casini, a
Bersani.
Non è più tempo per chiacchiere, promesse e dichiarazioni roboanti alla stampa o in tv.
I poliziotti e le Forze dell’Ordine vogliono fatti, vogliono il loro Contratto, vogliono che gli avanzamenti di carriera siano riconosciuti economicamente e che siano corrisposti gli assegni di
funzione, vogliono garanzie sul Riordino delle Carriere e sulla previdenza complementare.
I poliziotti vogliono soprattutto, come abbiamo detto, operare con serenità.
Perché se non si è sereni in servizio non si può garantire pienamente la serenità dei cittadini.
E questo l’Italia non può permetterselo.
Certamente il sindacato autonomo non lo permetterà...
Orgogliosi di essere SAP
L'anello debole della catena.
Le donne e gli uomini della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine non hanno sulla testa soltanto la mannaia di una manovra finanziaria che penalizza il Comparto Sicurezza e che ci vede
fortemente impegnati, come SAP, per introdurre opportune e sacrosante modifiche.
Le donne e gli uomini della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine sono purtroppo vittime, sempre più spesso, della “guerra” che potere esecutivo e giudiziario si combattono da tempo.
Siamo insomma, senza troppi giri di parole, l’anello debole della catena...
Da un lato, infatti, i Governi che da alcuni anni si susseguono alla guida del Paese, pur annunciando a parole di voler investire nella sicurezza, tagliano e riducono le risorse per il Comparto.
Ciò nonostante, continuano a vantarsi dei risultati che le Forze dell’Ordine producono ogni giorno nell’ambito del contrasto alla criminalità, al terrorismo e alla delinquenza in genere.
Risultati che sono e saranno sempre frutto dell’impegno e della professionalità dei colleghi, non certo delle chiacchiere della politica politicante.
Dall’altro lato, la magistratura – in un’Italia in cui la politica ha dimostrato spesso di essere ben poca cosa – ha travalicato talvolta i propri compiti e le proprie prerogative, col risultato di innescare un contenzioso permanente che ha conseguenze anche sull’operato del personale che veste la divisa della Polizia di Stato.
Vogliamo spiegarci bene su questo punto: il disegno di legge sulle intercettazioni, così com’è, non ci piace e non ci convince, tanto da averci fatto meditare sull’idea di ricorrere alla Corte
Europea dei Diritti dell’Uomo se il provvedimento sarà approvato così come è uscito dall’aula del Senato.
Però, soltanto chi ha scarsa conoscenza del nostro mondo può ritenere superflua la necessità di una riforma del “sistema giustizia” e soprattutto del sistema processuale penale, che metta le
Forze dell’Ordine in grado di poter operare, indagare, prevenire e reprimere reati nel modo migliore.
La polizia giudiziaria, per essere chiari, dovrà tornare ad essere al centro delle indagini e della loro gestione, come avveniva prima del 1989.
E nessuno può sottacere il fatto che proprio negli anni settanta e ottanta sono stati inferti colpi durissimi alla criminalità organizzata e al terrorismo, rosso o nero che sia.
Bisognerà, come avviene nelle principali democrazie occidentali, che le indagini siano portate avanti in primo luogo dagli investigatori, fatto salvo ovviamente il ruolo del giudice soprattutto
in tema di provvedimenti che incidono sulle libertà personali.
E l’altro punto che per il SAP costituisce un nodo significativo da sciogliere al più presto è quello delle garanzie funzionali, tema che per noi rappresenta – assieme alla Specificità della
Professione – uno degli assi portanti della Polizia che vogliamo e che immaginiamo.
Anni fa portammo migliaia e migliaia di firme all’allora Presidente del Senato, Marcello Pera, per una petizione ex art. 50 Cost.
Nei mesi scorsi, come Consulta Sicurezza, abbiamo scritto al Governo una lettera dove sottolineavamo l’esigenza di riprendere questo tema.
Serve, lo ribadiamo, una modifica al codice di procedura penale per attribuire al Procuratore generale della Repubblica la competenza a svolgere una previa valutazione di garanzia dei fatti
aventi origine e causa nel servizio di polizia, con l'introduzione di una particolare forma di archiviazione, richiesta con atto motivato, qualora le condotte degli operatori possano riguardare,
ad esempio, la legittima difesa, l'uso legittimo delle armi e l'adempimento di un dovere.
Chi opera ogni giorno in strada, oltre a mettere a repentaglio la vita, spesso rischia pure di finire sotto inchiesta soltanto per aver fatto il proprio dovere.
Queste cose noi le sappiamo bene.
Ci sono pubblici ministeri che, talvolta, danno la sensazione di far prevalere, nei confronti degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, il pregiudizio ideologico e non l’obiettiva e serena
valutazione degli accadimenti.
Per questo, pur senza affermare che i colleghi sono “sopra” la legge, riteniamo che il vaglio del Procuratore generale offra maggiori garanzie per l’operatore di Polizia.
Pensiamo a quel che è successo a Genova nel 2001, ai processi che si sono susseguiti negli anni e che hanno colpito il personale, a partire dalla base.
Che hanno colpito coloro che nel capoluogo ligure c’erano per garantire un servizio delicato e difficile, in cambio di pochi, miserabili spiccioli a titolo di indennità e straordinari.
Del resto, la recente condanna in appello dell’ex Capo della Polizia, Gianni De Gennaro, che ribalta la sentenza di primo grado, non può non porre interrogativi sulla serenità di parte della
magistratura ed in particolare di taluni pubblici ministeri che da anni sostengono, generalizzando, che i colleghi non siano altro che dei torturatori violenti.
Pensiamo a che cosa è accaduto a Napoli lo scorso aprile, con l’indagine che ha riguardato i “Falchi”, colleghi che hanno portato a casa risultati straordinari nel contrasto alla criminalità.
E come dimenticare la vicenda incredibile della Corte dei Conti del Piemonte, che contesta il danno d’immagine al personale impegnato nei primi scontri in Val di Susa contro l’alta velocità, colleghi le cui condotte sono state giudicate assolutamente legittime dalla Procura della Repubblica di Torino?
Gli esempi potrebbero essere tantissimi, ma crediamo che non ci sia bisogno di proseguire oltre.
Qui c’è bisogno, in primo luogo, di una politica che sappia fare politica, cioè rispondere davvero alle esigenze della gente e degli elettori (poliziotti compresi!).
C’è bisogno, inoltre, di una magistratura che si attenga soprattutto all’esempio di grandi Giudici come Falcone e Borsellino.
A pagare il prezzo più alto sono i cittadini e coloro che, in strada e non da una scrivania, garantiscono la sicurezza dei cittadini stessi.
Cioè le Forze di Polizia.
Noi a questo gioco al massacro non ci stiamo.
Blocco degli avanzamenti economici di carriera: il SAP pronto a ricorrere dinanzi al Giudice.Basta parole, ora servono fatti!
E’ stata una settimana intensa quella che abbiamo trascorso e i prossimi giorni saranno decisivi per capire se, alle tante parole, seguiranno finalmente fatti concreti.
La fase politica di stallo seguita alla presentazione della manovra finanziaria, che penalizza il nostro Comparto, è stata movimentata – come hanno evidenziato due quotidiani di tendenza
assolutamente diversa: Libero ed Europa , quest’ultimo espressione del Pd – dall’incontro che il SAP e la Consulta Sicurezza hanno avuto col
Presidente della Camera Gianfranco Fini e del quale abbiamo dato ampio conto nel precedente Flash.
A questo appuntamento è seguita una “convocazione” da parte dei gruppi parlamentari del PDL, una richiesta di incontro del PD con Bersani e una riunione a casa dell’UDC.
Tutti convinti, con varie sfumature, della fondatezza dei rilievi posti dal Sindacato Autonomo di Polizia, oltre che dalle principali organizzazioni sindacali del Comparto e dai Cocer.
Il SAP, autonomo per davvero e non a parole, ha partecipato a tutti gli appuntamenti, che si sono tenuti tra mercoledì e giovedì scorso, ponendo come richiesta irrinunciabile quella di
presentare emendamenti correttivi/soppressivi delle norme che penalizzano il Comparto Sicurezza.
Su tutte, quella relativa al congelamento degli avanzamenti economici legati alle progressioni di carriera (compresi assegni funzionali e scatti) e le modifiche al sistema di calcolo
dell’indennità di liquidazione, che penalizza i pensionati prossimi e futuri. Senza dimenticare, tra le varie problematiche per noi prioritarie e che elenchiamo nel dettaglio attraverso il
comunicato della Consulta Sicurezza elaborato al termine dell’incontro col PDL (che riportiamo di seguito), la questione delle risorse per il Riordino delle Carriere, che non possono essere
sottratte impunemente.
Siamo stati chiarissimi, soprattutto con gli esponenti del PDL Gasparri e Cicchitto: basta promesse!
Alla maggioranza parlamentare di centrodestra, specialmente se prevarrà l’idea di porre la questione di fiducia nell’ambito della conversione in legge del decreto contenente la manovra,
spetta la responsabilità di questi tagli e compete l’onere di provvedere a risolvere le cose in modo concreto.
In caso contrario, siamo pronti ad intraprendere tutte le iniziative più opportune per tutelare i colleghi.
Il SAP, innanzitutto, ha convocato il proprio Esecutivo Nazionale per la seconda metà di luglio, proprio perché le scelte e le decisioni che ci attendono sono importanti e serve il
coinvolgimento dei nostri massimi vertici, espressione di tutte le realtà territoriali e quindi dei colleghi.
Non solo.
Nella sciagurata ipotesi che la legge di conversione del decreto contenente la manovra non preveda modifiche alla norma che blocca i nostri avanzamenti di carriera dal punto di vista economico,
ricorreremo presso le competenti sedi giurisdizionali - amministrative, anche sollevando questione di illegittimità costituzionale per violazione degli artt. 3, 35 e 36 Cost.
Un ricorso che ha sicuramente ottime possibilità di successo, stante la palese iniquità della norma.
La battaglia del SAP prosegue e con sempre maggiore forza.
Orgogliosi di essere SAP
La coerenza non è un optional: il SAP con il Presidente FINI
Il Sap, assieme agli amici del Sappe e del Sapaf, ha incontrato nei giorni scorsi il Presidente della Camera Gianfranco Fini per esprimergli le preoccupazioni relative alla manovra finanziaria,
all’emergenza carceraria e al disegno di legge sulle intercettazioni.
Il fronte compatto dei sindacati autonomi dei tre Corpi di Polizia ad ordinamento civile, riuniti nella Consulta Sicurezza che rappresenta la più grande organizzazione per numero di aderenti del
Comparto, ha raccolto le preoccupazioni del personale per una manovra finanziaria che, pur salvaguardando il vecchio Contratto ed evitando ulteriori tagli alle missioni e all’attività di
formazione, rischia di penalizzarci per quel che riguarda le liquidazioni e gli aumenti stipendiali, con effetti che sono ancora da chiarire nei dettagli.
I nostri appelli rivolti a tutte le Alte Cariche dello Stato sono stati raccolti in primis dal Presidente Gianfranco Fini, che da sempre e con coerenza è vicino alle Forze dell’Ordine: basti
ricordare che nel precedente Esecutivo Berlusconi fu lui il protagonista, assieme ai sindacati autonomi, di una battaglia che ci regalò l’ultimo buon Contratto siglato, prima della vergogna dei 5
euro targati Prodi e delle mise-rie offerte dall’attuale Governo.
Il Sap – autonomo per davvero e non a chiacchiere – sta cercando in questi giorni convergenze a destra e a manca, in ambito parlamentare, per introdurre modifiche al decreto contenente la
manovra, considerando il necessario percorso di conversione in legge.
Non lasceremo niente di intentato e questo i nostri 20.000 iscritti lo sanno bene.
Orgogliosi di essere SAP
GRAZIE MINISTRO...Adesso un ultimo sforzo!
Il SAP, all’indomani dell’incontro a Palazzo Chigi col Governo che ha ipotizzato una manovra economica “lacrime e sangue” anche per le Forze dell’Ordine, ha apprezzato il successivo intervento
del ministro Maroni alla Camera che ha annunciato l’esclusione del Comparto Sicurezza e Difesa dai tagli per il Contratto 2008/2009, per le missioni e l’attività di formazione. Grazie alle
pressioni del SAP e dei principali sindacati delle Forze di Polizia ad ordinamento civile, quindi, il Governo ha intrapreso la strada per un ripensamento rispetto ai tagli indiscriminati che
erano stati annunciati.
Ma al titolare del Viminale chiediamo un ultimo sforzo perché, da una bozza di decreto contenente la manovra della quale siamo venuti in possesso, trapela un riferimento alla nostra
“liquidazione”.
Per questo, abbiamo subito interessato Maroni affinché si attivi senza indugio per escluderci dalle modifiche introdotte dall’articolo 12 comma 10 del decreto legge in questione, appena varato
dal Governo e ora alla firma del Presidente della Repubblica, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica.
In particolare, verrebbe introdotto un diverso sistema di calcolo della liquidazione.
Fino ad oggi, questo calcolo ha utilizzato come base l’ultimo stipendio percepito e quindi, nella determinazione dell’indennità di buonuscita, entrano anche eventuali progressioni di carriera e
scatti aggiuntivi, avuti anche all’ultimo momento.
La manovra, invece, introduce al posto della buonuscita il trattamento di fine rapporto, che si determina mediante un accantonamento annuo.
Chiaramente è escluso il personale in servizio destinato ad andare in pensione nel 2010, che continuerebbe ad usufruire del “vecchio sistema”.
Si tratta, in ogni caso, di una modifica profondamente peggiorativa per il Comparto Sicurezza, come abbiamo sottolineato nella missiva inviata a Maroni disponibile sul nostro sito internet,
perché la Riforma Dini ha sì introdotto il Tfr, ma congiuntamente alla previdenza complementare che per noi non è mai partita e che costituisce, come è noto, uno degli obiettivi irrinunciabili
del Sindacato Autonomo di Polizia.
Nel dettaglio, l’introduzione del solo istituto del trattamento di fine rapporto crea uno scompenso che si traduce in un danno economico per il personale.
Basti pensare che il decreto prevede un’aliquota annua di appena il 6,91 per cento per quel che concerne gli accantonamenti.
Per il resto, la manovra economica straordinaria proposta dal Governo non ci soddisfa, anche se è certamente positivo essere riusciti ad evitare tagli al nostro Comparto.
Tutto questo – sia chiaro – è frutto esclusivo dell’azione del SAP, della Consulta Sicurezza e di quei sindacati più responsabili (della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo
Forestale dello Stato) che non fanno terrorismo psicologico a danno dei colleghi, ipotizzando la perdita – addirittura! – di cento euro di aumento mensili e di ben millequattrocento euro di
arretrati.
Cifre che sono il frutto della fantasia più sfrenata e forse di qualche buon bicchiere di vino.
Le cose non stanno così. L’Accordo 2008-2009, che prevedeva circa 30/40 euro netti di incremento mensile oltre alla vacanza contrattuale, con qualche centinaio di euro di arretrati dal 2009, non
è mai stato in discussione e mai lo sarà. Il nodo vero, sul quale da tempo abbiamo inchiodato il Governo alle proprie responsabilità, è quello di mettere nero su bianco l’avvio della previdenza
complementare e del riordino delle carriere.
Da questo punto di vista la manovra, escludendoci dalle penalizzazioni contrattuali previste per il pubblico impiego, costituisce per noi una boccata d’ossigeno, anche se occorre essere onesti
nel precisare che, allo stato, dall’anno 2010 in poi percepiremo soltanto le vacanze contrattuali. Dobbiamo naturalmente aspettare la stesura definitiva del decreto e, soprattutto, la conversione
in legge. Sui lavori parlamentari e sull’iter della manovra la nostra organizzazione, con serietà e senza demagogia, vigila e continuerà a vigilare.
Soprattutto perché la Specificità della Professione, storica battaglia SAP, fondamentale nell’aver determinato l’esclusione dai principali tagli previsti dalla manovra, dovrà continuare ad essere
il grimaldello per ottenere nuove e più significative conquiste.
GOVERNO RICONSIDERI TAGLI, A RISCHIO SICUREZZA
GRAZIE MINISTRO...Adesso un ultimo sforzo!
Trasferimenti:Tavolo Tecnico
La costituzione del tavolo tecnico per i problemi della mobilità del personale della Polizia di Stato è finalmente realtà.
Si tratta di un significativo risultato frutto di una battaglia condotta in primo luogo dal SAP e di una precisa richiesta fatta al Capo della Polizia con nota inviata ad aprile,
disponibile nell'Area News.
Il rappresentante del SAP nell’ambito del predetto tavolo sarà il Segretario Generale, Nicola Tanzi, a conferma dell’importanza che riveste per noi la delicata materia dei
trasferimenti che coinvolge vite, professionalità, aspettative e necessità personali.
L’ultima tornata di movimenti, soprattutto per quel che riguarda il Ruolo Agenti – Assistenti, ha evidenziato una serie di criticità che in futuro non potranno essere tollerate.
I punti qualificanti della nostra azione per una serie revisione della normativa sulla mobilità sono quelli che elenchiamo qui di seguito:
- La movimentazione deve rispettare il diritto degli operatori a conoscere con certezza e con congruo anticipo, per ovvi motivi organizzativi e personali, le date dei trasferimenti.
-
Il principio di trasparenza dei criteri di mobilità, anche attraverso il portale Doppiavela che va implementato e migliorato, non può essere ancora
frustrato.
Il personale va messo a conoscenza preventivamente di eventuali direttive che devono essere discusse con le OO.SS. quando modificano la gestione dei trasferimenti.
Per essere ancora più chiari, non deve più accadere che si decida all’ultimo e in modo unilaterale un criterio “fantasma” legato all’età o ad altro per essere trasferiti in questo o quel Reparto! -
Particolare attenzione sarà rivolta alla problematica delle sedi disagiate, per le quali da giugno partirà un ulteriore tavolo tecnico dedicato.
Il SAP ritiene improcrastinabile l’idea di prevedere reali ed effettivi benefici al personale in forza presso le sedi disagiate, assicurando agli operatori la riduzione dei tempi del trasferimento ad altra sede.
Sempre per essere chiari, due anni di anzianità in sede devono valere quattro a tutti gli effetti, si deve poter presentare domanda di trasferimento e soprattutto essere trasferiti immediatamente. -
Serve maggiore chiarezza nei trasferimenti ministeriali sede per sede, che allo stato attuale risultano privi di una graduatoria pubblica e fruibile dagli
interessati.
Soprattutto, il SAP chiede di conoscere quale sia l’eventuale criterio di preferenza quando l’Ufficio richiesto sia oggetto di un’istanza di assegnazione sia da parte di un operatore già impiegato nella stessa provincia, ma in altro Ufficio (ex art. 44 dPR 782/85), sia di operatori provenienti da altre sedi. -
Un capitolo importante è quello delle nuove assegnazioni, sulle quali non possono esserci equivoci di sorta.
Gli operatori assegnati per la prima volta non debbono essere destinati in sedi per le quali sia necessario – ai fini del trasferimento – un’anzianità ultradecennale, come invece avvenuto in occasione di questa ultima movimentazione che ha visto assegnare personale in città pugliesi (Bari, Taranto), per le quali centinaia di operatori attendono pure 15/20 anni! -
Per quel che riguarda gli avvicinamenti ex art. 78 per mandato amministrativo, il SAP – dopo aver ottenuto, in analogia con quanto avviene per altri Corpi di
Polizia, l’istituto dell’aggregazione per tutto il periodo del mandato, col risultato di salvaguardare i diritti degli operatori che hanno una domanda di mobilità ordinaria a non vedersi
scavalcare – chiederà di tutelare i colleghi eletti affinché l’accoglimento futuro delle istanze di trasferimento che li riguardano, nel rispetto ovviamente della graduatoria nazionale, possa
essere garantito al termine dell’espletamento del mandato.
Inoltre, qualora le istanze di trasferimento fossero rivolte verso Uffici che non hanno competenza nel territorio del mandato, è opportuno che le richieste siano valutare assieme a tutte le altre, senza dover attendere la fine del mandato stesso. -
Occorre, inoltre, rivedere le modalità di assegnazione alla Polizia Postale e ai RPC.
La prassi della cd. richiesta nominativa che il Dirigente deve effettuare a quali criteri risponde?
Da dove nasce tale prassi e a quale scopo?
Puntiamo all’abolizione immediata di questa procedura che – di fatto – frustra le aspirazioni di chi è titolato ad ambire ai predetti Uffici, posto che l’unico criterio applicato – peraltro biasimevole – è la conoscenza diretta del Dirigente. -
Capitolo revoche e rientro in sede.
Occorre definire con certezza alcune casistiche frequenti.
Ci riferiamo all’eventualità che l’operatore, una volta assegnato alla nuova sede, intenda ritornare presso il vecchio ufficio.
Va prevista la possibilità per l’operatore di non essere più trasferito, anche in presenza di telex ministeriale.
In questi specifici casi, inoltre, l’Amministrazione riuscirebbe anche ad accontentare altri operatori, trasferendo nuovo personale, motivato, al posto di quello rinunciatario. - Infine, ma non meno importante, per quel che riguarda i trasferimenti del Ruolo Ispettori, il SAP chiederà – in analogia con quanto avviene per gli altri Ruoli – una pubblicità delle graduatorie e maggiore chiarezza circa i requisiti legittimanti i trasferimenti ed i tempi degli stessi.
Siamo aperti al contributo di tutti i colleghi e in particolare dei nostri iscritti che volessero suggerirci nuovi punti da portare avanti.
Orgogliosi di essere SAP
CHI DIFENDE I DIFENSORI?
Lo slogan coniato dal Sindacato Autonomo di Polizia ("Chi difende i difensori?") è attuale come non mai in questi giorni in cui si parla delle Forze dell'Ordine soprattutto in relazione ai
problemi legati all'ordine pubblico.
Problemi che conosciamo bene e che conoscono so-prattutto i tantissimi Poli-ziotti che ogni giorno rischiano la vita per una manifestazione o un evento sportivo.
Troppo spesso e spesso a sproposito si parla delle presunte angherie di appartenenti.
Troppo poco e con poco discernimento si scrive delle violenze che subiscono i colleghi.
Per questo, pur nel rispetto delle decisioni della magistratura, è importante come non mai ribadire che il sindacato autonomo sta dalla parte giusta.
Dalla parte dei difensori. Troppo spesso indifesi!
Riportiamo, di seguito, l’articolo a firma del Segretario Generale, Nicola Tanzi, pubblicato nella giornata del 14 maggio sulle pagine del quotidiano LIBERO.
“I recenti fatti di cronaca che vedono sul “banco degli imputati” le Forze dell’Ordine impongono una seria riflessione da parte di chi, come il Sindacato Autonomo di Polizia, è
quotidianamente impegnato per i diritti del personale e per il miglioramento del sistema sicurezza.
A fronte di episodi che rivestono certamente carattere di gravità, ma che rappresentano soltanto una rarissima eccezione rispetto alla regola, nonostante alcuni tentativi di strumentalizzazione
da parte di chi non nutre rispetto per le donne e gli uomini in divisa, si dimentica troppo spesso che ogni fine settimana sono circa 10.000 gli operatori impegnati per garantire la sicurezza
degli stadi e delle manifestazioni sportive.
Personale che proviene in massima parte dai Reparti Mobili della Polizia, altamente preparato, impiegato anche per 10 – 12 ore consecutive di lavoro, ricompensato con indennità da 13 euro e
vittima, durante i servizi di ordine pubblico, di violenze di vario tipo, di lanci di sassi, oggetti, sputi e talvolta anche di urina, di provocazioni messe in atto per realizzare incidenti, di
gente che filma coi propri telefonini solo le presunte angherie dei poliziotti, alimentando un clima di odio e avversione verso ragazzi e ragazze che operano per 1.200 euro al mese e che
frequentemente finiscono in ospedale o addirittura peggio.
Ogni anno sono centinaia i feriti tra le Forze dell’Ordine a causa delle manifestazioni sportive.
Senza dimenticare quel che è successo al collega Raciti e a tantissimi altri appartenenti che hanno perso la vita.
Detto questo, noi non vogliamo difendere l’indifendibile, ma invitiamo tutti ad una serena e non superficiale valutazione dei fatti accaduti negli ultimi giorni, che non possono essere in alcun
modo messi in collegamento con altre vicende – da Cucchi a Sandri, da Aldovrandi a Giuliani – che si sono sviluppate in contesti diversi e in situazioni non sempre chiare.
La Polizia di Stato, nata dalla legge di riforma 121/1981 che ha smilitarizzato, democratizzato e sindacalizzato il Corpo, è una istituzione sana, costituita da circa 100.000 appartenenti, molti
dei quali laureati; persone che vengono dalla vita civile e che rappresentano, pertanto, uno spaccato della società attuale.
Le mele marce esistono in qualunque ambito, in ogni ambiente di lavoro, in qualsiasi contesto culturale.
Quel che conta davvero è l’impegno per crescere, per progredire, per dimostrare di aver saputo apprendere dai propri errori con la volontà di migliorarsi.
La Polizia di Stato, grazie anche all’impegno del Prefetto Manganelli, non si è mai nascosta dietro un dito, non hai mai “coperto” nessuno e lavora concretamente per un costante accrescimento del
personale.
Prova ne è la recente istituzione del Centro di formazione per l’ordine pubblico a Nettuno, una struttura all’avanguardia a livello italiano ed europeo.
Piuttosto, voglio con chiarezza rispondere a chi ogni tanto tira fuori dal cilindro l’idea di dotare ogni poliziotto o carabiniere di un numeretto di identificazione, soprat-tutto nei servizi di
ordine pubblico.
Una proposta che potremmo accettare se, allo stesso modo, tutti i manifestanti e tutti i tifosi venissero dotati di analogo segno di riconoscimento.
Non dobbiamo mai dimenticare che tra guardie e ladri non può esserci confusione.
Noi siamo orgogliosi di essere poliziotti e di stare dalla parte giusta!”
leggi l'articolo cliccando qui
IL SINDACATO
Contratto, Riordino, Previdenza complementare, Specificità e risorse.
Nei nostri Uffici, nelle nostre Questure, nei nostri Reparti ormai da mesi non si parla di altro.
Il malcontento del personale, delle donne e degli uomini che vestono la divisa della Polizia di Stato e che ogni giorno sono in trincea, è grande.
Il Sindacato Autonomo di Polizia, che è nato per essere un sindacato davvero autonomo e soprattutto per tutelare realmente i colleghi, è fin troppo consapevole di questa insoddisfazione che,
talvolta, si riversa anche sul Sindacato stesso, inteso nella sua generalità.
Forse non tutti sanno che la parola “sindacato” deriva dal greco “sin” (insieme) e “diké” (giustizia).
Insieme per la Giustizia.
Una definizione bellissima, sulla quale tutti dovremmo meditare.
Così come è importante meditare sul fatto che il nostro Comparto attraversa un momento delicato e fondamentale.
Un momento nel quale dobbiamo essere tutti uniti, dando forza al Sindacato – in particolare al sindacato autonomo – perché la situazione che stiamo vivendo origina dalle mancate promesse del
Governo e non certo dall’atteggiamento di chi è sceso in piazza portando 40.000 persone, combatte quotidianamente a livello nazionale come in periferia per i diritti del personale, è impegnato su
vari fronti per ottenere quel che fino ad oggi ci è stato negato.
Come abbiamo già evidenziato nelle settimane scorse, l’Esecutivo ha dimostrato – fino ad oggi – di non saper tenere fede agli impegni più volte presi e ribaditi, anche nelle sedi ufficiali.
Una situazione che mai si era verificata nella storia della Polizia di Stato, almeno dal 1981 ad oggi, con due Contratti ormai scaduti, un Riordino che pare non vedere mai la luce e una
Previdenza complementare che stenta a partire, con enormi rischi per i colleghi più giovani che andranno in pensione col sistema misto/contributivo. E’ legittimo criticare i sindacati, SAP
compreso, perché attraverso i rilievi e le analisi dei colleghi è possibile migliorare la nostra azione.
Ma non dobbiamo cadere nella trappola di chi, dopo aver vinto le elezioni puntando sulla sicurezza, adesso vorrebbe soltanto godersi i successi contro la criminalità, frutto esclusivo del
sacrificio e della professionalità dei poliziotti, facendo quasi ricadere sul Sindacato la responsabilità dei problemi della nostra Amministrazione e dei disagi degli operatori.
A questo gioco noi non ci stiamo.
Il tempo delle scelte sta scadendo.
Pertanto, se non ci saranno risultati e quindi fallirà la via del dialogo, si procederà con nuovi percorsi di mobilitazione.
Orgogliosi di essere SAP
Trasferimenti
Dopo l’ultima tornata di movimenti, che tra assegnazioni e trasferimenti ha interessato alcune migliaia di colleghi, il SAP – che da sempre segnala tutta una serie di problematiche irrisolte per
quel che riguarda la mobilità del personale – è intervenuto con forza nei confronti del Dipartimento, chiedendo al Capo della Polizia l’istituzione di un tavolo tecnico per
rimodulare, in senso favorevole in senso favorevole al personale, l’intera materia.
In primo luogo, abbiamo evidenziato la necessità di conoscere ed acquisire tutte le direttive interne, adottate o che si intende predisporre, in relazione ai trasferimenti.
Soprattutto se si tratta di disposizioni che modifichino in corso d’opera la situazione.
Abbiamo chiesto al Dipartimento, per essere chiari, di conoscere la “direttiva” che ha stabilito l’assegnazione ai Reparti Mobili e ai Reparti Prevenzione Crimine di personale max trentenne
(35enne se proveniente già da tali uffici) e a tutt’oggi non vi sono risposte.
Questo orientamento ministeriale risulta non adatto e non efficace.
Per altro, non si capisce perché un collega che presta servizio in un Reparto Mobile, in assenza di domanda di trasferimento, può restare in quell’ufficio sino alla pensione e non può aspirare ad
essere trasferito in un altro Reparto Mobile se ha più di 35 anni.
Gli operatori della Polizia di Stato non sono un numero o una pratica, ma persone con esigenze familiari e personali insopprimibili.
Situazioni simili in futuro non dovranno ripetersi.
Così come poniamo con forza la questione dei colleghi usciti dai Corsi: gli operatori assegnati per la prima volta non debbono essere destinati, a nostro parere, in sedi per le quali sia
necessaria – ai fini del trasferimento – un’anzianità ultradecennale.
Nel corso dell’ultima movimentazione, che ha decorrenza 5 maggio, abbiamo assistito ad assegnazioni in città pugliesi, come Bari e Taranto, dove occorrono anche 20 anni per arrivare!
Per altro, il personale neo assegnato non è più giovanissimo e quindi non si assicura neppure quel “ricambio generazionale” di cui tanto si parla.
Ancora a proposito di trasparenza, il SAP ha chiesto maggiore chiarezza nei trasferimenti ministeriali “sede per sede”, che allo stato attuale risultano privi di una graduatoria
pubblica e fruibile dagli interessati.
Soprattutto, chiediamo di conoscere quale sia l’eventuale criterio di preferenza quando l’Ufficio richiesto sia oggetto di un’istanza di assegnazione sia da parte di un operatore già impiegato
nella stessa provincia, ma in altro Ufficio (ex art. 44 dPR 782/85), sia di operatori provenienti da altre sedi.
E a proposito di sedi, è volontà del SAP definire una volta per tutta la questione di quelle disagiate.
Bisogna prevedere reali ed effettivi benefici agli operatori che vi prestano servizio, assicurando la concreta riduzione dei tempi di trasferimento ad altra sede.
Occorre, inoltre, procedere alle movimentazioni di personale rispettando il primario diritto dei colleghi a conoscere con un congruo anticipo e con certezza, per ovvi motivi
organizzativi, le date dei trasferimenti.
Una, due, tre volte all’anno.
Tutto possiamo discutere.
Ma ci devono essere mesi certi in cui debbono avvenire i movimenti.
Questo già avviene in altre Forze di Polizia.
Inoltre, è nostra intenzione chiedere al Dipartimento di definire con certezza alcune casistiche frequenti.
Ci riferiamo all’eventualità che l’operatore, una volta assegnato alla nuova sede, intenda ritornare presso il vecchio ufficio.
E ci riferiamo anche alle cosiddette “revoche”, alla possibilità cioè per il collega di non essere più trasferito, anche in presenza di telex ministeriale.
A nostro avviso, le necessità del personale vanno sempre tenute presenti.
In questo specifici casi, inoltre, l’Amministrazione riuscirebbe anche ad accontentare altri operatori, trasferendo nuovo personale, motivato, al posto di quello rinunciatario.
Infine, ma non meno importante, vanno riviste sicuramente le modalità di assegnazione del personale presso alcuni Uffici, come ad esempio la Polizia Postale e i Reparti
Prevenzione Crimine.
E’ noto, infatti, che per essere trasferiti in questi Uffici occorra la cosiddetta “richiesta nominativa” del Dirigente.
Vorremmo conoscere le origini di tale prassi e soprattutto i motivi che stanno alla base di queste modalità di assegnazione che, nei fatti, rischiano di favorire alcuni a scapito di altri, magari
più titolati e meritevoli.
Per questi motivi, e per molti altri (a cominciare dalla necessità di considerare realmente, accanto al sacrosanto principio di anzianità di sede, le situazioni familiari
meritevoli di tutela), abbiamo chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico e l’avvio di una revisione della normativa sulla mobilità che il SAP intende concordare con l’Amministrazione e
con le altre organizzazioni sindacali.
Si tratta di una autentica priorità per le donne e gli uomini della Polizia di Stato.
Orgogliosi di essere SAP
Lezione di DEMOCRAZIA
Le convulse fasi politiche degli ultimi giorni, che seguiamo con attenzione per le loro possibili ripercussioni sull’attività di Governo in un momento in cui sono tanti i temi caldi sul tappeto per quel che riguarda il Comparto Sicurezza, hanno rappresentato sicuramente una bella lezione di democrazia e una “sveglia” per questa maggioranza, per il Pdl in particolare, che dopo aver vinto le elezioni – anche grazie ai voti di tanti colleghi, mai dimenticarlo! – sembra aver smarrito la capacità di tenere fede agli impegni presi, soprattutto con le migliaia e migliaia di appartenenti alle Forze dell’Ordine che dal dicembre 2007 aspettano un Contratto decente, che non vogliono perdere i circa 600 milioni già appostati per il Riordino delle Carriere e che, dopo una vita di sacrifici, pretendono di andare in quiescenza con una pensione dignitosa: per questo è indispensabile avviare al più presto i tavoli della previdenza complementare.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, il cui spessore politico è noto e che ricordiamo con piacere durante il precedente Esecutivo Berlusconi, quando da Vice Premier contribuì a regalarci
un buon Contratto, oltre alla legge sui parametri, ha sollevato nel corso della Direzione Nazionale del Pdl alcune questioni relative alla politica economica e sociale del Governo.
Ci ha colpito, in particolare, la sottolineatura dei rapporti di forza con la Lega Nord che, ad avviso di Fini, sarebbe in grado di ottenere dal ministro Tremonti e dall’Esecutivo risorse negate
ad altri settori.
Impossibile non leggere, in questo passaggio, un riferimento anche alle problematiche del nostro Comparto.
Noi crediamo, come operatori di Polizia e come soggetto di rappresentanza che può contare sulla forza di circa 20.000 aderenti, che una maggiore democrazia interna nel principale partito del
Paese sia un segno di maturità della nostra classe politica e non una regressione.
E pensiamo che chi ha l’onere e l’onore di governare l’Italia non debba procedere come un bulldozer, ma confrontarsi concretamente pure con chi esprime un dis-senso che non è ideologico, ma fattuale.
Un dissenso che può provenire da una mino-ranza dello stesso partito, ma anche da un attore sociale come il sindacato autonomo che pretende dall’attuale Esecutivo, sempre memore degli sfaceli del
Governo Prodi, un cambio di passo sostanziale sulle politiche della sicurezza, che non possono essere un mix di propaganda localistica e istinti militareschi, ma che devono tendere – nell’anno
che precede il trentennale della nostra gloriosa Legge 121/81 – ad una reale valorizzazione delle Forze dell’Ordine a carattere nazionale.
Anche per questo, abbiamo apprezzato la presa di posizione del premier Berlusconi che ha recepito la proposta del presidente Fini di chiarire definitivamente, prima dell’avvio concreto del
cosiddetto “federalismo”, le competenze delle regioni – quindi pure per quel che riguarda la sicurezza – nell’ambito di una possibile, ulteriore riforma del titolo V della Costituzione.
Se la politica, di qualunque colore essa sia, si chiude nei propri riti e nelle proprie liturgie, spesso autoincensanti e distanti dalla realtà, il rischio è quello di creare un vulnus
difficilmente superabile con il corpo elettorale e anche con chi, come noi, è chiamato a garantire la sicurezza e la tranquillità dei cittadini.
Le lezioni di democrazia, da questo punto di vista, possono essere salutari.
Speriamo che possano essere anche utili.
Orgogliosi di essere SAP
Fondo 2009, la circolare definitiva
Emanata la circolare definitiva inerente alla rilevazione e alla segnalazione meccanizzata, da parte degli uffici, dei dati relativi alle fattispecie remunerabili. La circolare era gia' stata anticipata nei giorni scorsi come bozza. Si tratta del primo, importante passo, ottenuto grazie alle pressioni del SAP, per far si' che si possa rapidamente procedere ad una intesa sul Fondo e arrivare quindi presto al pagamento.
Una bella conquista..
Questo il primo pensiero dopo la lettura del decreto del Presidente della Repubblica che ha accolto in toto un ricorso straordinario presentato dalla Re-sponsabile ufficio studi del SAP
nazionale, Stefania Musto.
Una vittoria che è del SAP e che rappresenta per tutti i colleghi un’opportunità straordinaria per vedersi riconosciuti i propri diritti.
I fatti risalgono a circa due anni fa, all’uscita di un bando di concorso per la selezione a giudice onorario di Tribunale.
Non rappresentando un motivo ostativo alla presentazione della domanda la condizione di appartenente ad una amministrazione pubblica, la nostra dirigente sindacale, in possesso dei titoli
richiesti, decideva di partecipare alla fase selettiva della procedura concorsuale.
Tuttavia, a tal fine, il bando prevedeva, tra la documentazione da produrre a pena di inammissibilità, “la presentazione del nullaosta rilasciato dall’Amministrazione di appartenenza o dal datore
di lavoro”.
Pertanto, ai fini del rilascio del predetto nullaosta, veniva presentata domanda ai competenti uffici del Dipartimento, i quali hanno opposto un secco diniego, per assunti motivi di
incompatibilità.
Contro questa decisione, ritenuta una vera e propria limitazione ai propri diritti, veniva proposto ricorso gerarchico al Capo della Polizia, successivamente respinto.
Ma si sa, noi del SAP non ci arrendiamo e abbiamo proseguito la nostra battaglia a suon di ricorsi, stavolta al Capo dello Stato.
Pochi giorni fa l’esito: il Presidente della Repubblica, facendo suo integralmente il parere vincolante espresso dal Consiglio di Stato, ha accolto con decreto il gravame e annullato il
provvedimento di diniego al rilascio del nulla osta della 1° Divisione della Sezione AA.GG. del Servizio Sovr. Ass. Agt. del Dipartimento!
Queste le parole dei giudici del Consiglio di Stato: “...la ricorrente aveva chiesto il rilascio del nulla osta non per ottenere la nomina allo svolgimento dell’incarico, ma semplicemente
per poter partecipare alla selezione concorsuale, procedura questa che di per sé non può ritenersi incompatibile con lo status del dipendente, e la cui partecipabilità costituisce un vero e
proprio diritto dell’istante.”
Sapete cosa significa?
Che da questo momento in poi chi, esercitando un proprio diritto, voglia confrontarsi con altre realtà lavorative, partecipando ad un concorso il cui bando prevede obbligatoriamente, per chi è
già impiegato, il nulla osta dell’Amministrazione di appartenenza, ne deve chiedere il rilascio e il competente ufficio è tenuto ad accordarlo, pena la violazione di un diritto soggettivo.
Auspichiamo, dunque, che alla prossima istanza del personale in tal senso, la nostra Amministrazione non si limiti ad un precostituito diniego, ma vada un po’ oltre, perché i diritti del
personale non si calpestano, ma si rispettano.
Orgogliosi di essere SAP
E' stato già promesso........
Con la prossima mensilità percepiremo l’indennità di vacanza contrattuale, visto che – dopo il mancato rinnovo del biennio economico 2008/2009 – devono ancora essere avviati i tavoli per il nuovo
Accordo 2010/2011.
Su questo sito internet e su questo Flash pubblichiamo la tabella con gli “incrementi” pari al 30 per cento del tasso di inflazione programmata (da aprile) per poi arrivare al 50 per cento (da
luglio).
Cifre – lorde! –che si commentano da sole, visto che si parte da 6,25 euro per l’Agente fino a 9,26 euro per il Vice Questore Aggiunto.
Da luglio, poi, si arriverà a 10,42 euro per l’Agente fino a 15,44 euro per il Vice Questore Aggiunto.
Nella storia dei Contratti della Polizia di Stato, è la prima volta che arriviamo a percepire la “vacanza” di due Accordi scaduti.
L’attuale Governo dovrebbe riflettere molto su questo.
E anche il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, dovrebbe cominciare a ragionare sul fatto che la realtà delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine che ogni giorno
rischiano la vita è ben diversa da quella che immagina lui.
In una intervista rilasciata nei giorni scorsi al quotidiano on line affaritaliani.it, Brunetta torna a parlare della necessità di un incontro a Palazzo Chigi con tutti i ministri interessati (Interno, Economia, Giustizia, Politiche agricole e Difesa) “al fine – sono parole sue – di pervenire a soluzioni condivise, proponendo anche l'eventuale stipula di un protocollo d'intesa con le rappresentanze del comparto, che preveda preliminarmente la chiusura del contratto biennale e, successivamente, l'approfondimento delle altre questioni, riordino e previdenza complementare, attraverso l'attivazione di tavoli tecnici appositamente dedicati”.
Sono parole che ci lasciano a dir poco stupefatti.
Anziché concretizzare gli impegni già più volte presi e sottoscritti per reperire nuove risorse, presentare la delega per il Riordino delle carriere e far partire i tavoli della Previdenza complementare, Brunetta propone di stipulare l’ennesimo protocollo d’intesa.
Non basta averci preso in giro una volta? Le parole, ormai, non ci bastano più.
Per questo, abbiamo chiesto un incontro al Ministro Maroni per chiarire definitivamente le intenzioni del Governo.
Concretamente, due iniziative devono trovare luogo secondo il SAP: in primis, certezza sulle risorse che portino ad una immediata delega per il Riordino e non dichiarazioni di impegno che
lasciano il tempo che trovano.
In secundis, occorre mettere subito mano, a livello legislativo, ad un provvedimento che posticipi l’avvio del sistema misto/contributivo all’effettiva partenza della previdenza complementare.
In sostanza, fino alla partenza dei tavoli, per tutto il personale dovrebbe applicarsi il sistema retributivo.
Una proposta che ha avuto, appena quindici giorni fa, il via libero del nostro Esecutivo e del Consiglio Nazionale.
Queste sono le vere proposte che ci aspettiamo da parte di un Governo che si ritiene “amico” del Comparto Sicurezza.
Orgogliosi di essere SAP
Dopo le elezioni....
Dopo una campagna elettorale durata mesi, come sempre avviene nel nostro Paese, ed elezioni che hanno portato a rinnovare molte amministrazioni regionali, provinciali e comunali, adesso è ora di
tornare ad occuparsi di problemi reali.
Non a caso, presto incontreremo il Ministro Maroni assieme ai principali sindacati di Polizia proprio per capire, rapidamente e concretamente, quali soluzioni intende individuare il Governo sulle
molte tematiche ancora aperte che riguardano le Forze dell’Ordine, a partire dai nodi della Previdenza complementare, del Riordino delle Carriere, del Contratto e della Specificità da sostanziare
con altre risorse dopo l’approvazione della legge che porta la “firma” del SAP e dopo aver ottenuto 100 milioni di euro grazie esclusivamente alla manifestazione dei 40.000 in piazza a Roma a
fine ottobre scorso.
La classe politica, da destra a sinistra, ha davanti a sé una possibilità unica per uscire dalle secche di un periodo che ha visto disattese le aspettative del Comparto Sicurezza, fino a
costringerci a scendere in piazza.
Liberi dalla prospettiva di campagne e tornate elet-torali che spesso servono soltanto ad alimentare polemiche e diatribe fini a se stesse, i mesi che verranno dovranno servire, in primo luogo,
per dare risposte certe e reali alle donne e agli uomini della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine.
Come hanno ribadito i nostri quadri nazionali nel corso delle recenti riunioni del Consiglio e dell’Esecutivo SAP che si sono svolte a Rimini, siamo pronti ad intraprendere tutte le forme di
dissenso (legittime) che sarà necessario mettere in campo, anche con modalità nuove ed efficaci dal punto di vista della comunicazione.
La fortuna di essere un sindacato forte soltanto delle idee e delle risorse fornite dai nostri circa 20.000 iscritti, i quali anche quest’anno ci hanno confermato la loro fiducia, rappresenta per
noi un motivo in più per essere combattivi e tenaci nell’esclusivo interesse dei colleghi.
Colleghi che non abbiamo alcuna intenzione di deludere.
Questo è il nostro impegno.
Orgogliosi di essere SAP
IL TEMPO DELLE SCELTE
Primo obiettivo: Previdenza Complementare
L’Esecutivo e il Consiglio Nazionale del SAP, riunitisi a Rimini dal 24 al 26 marzo, hanno condiviso la linea sin qui intrapresa dalla Segreteria Generale, dando pieno mandato per valutare e
predisporre, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, tutte le iniziative di mobilitazione e dissenso che si dovessero rendere necessarie se perdurerà l’attuale e inaccettabile fase di
stallo.
Il SAP, che è un’organizzazione seria formata da circa 20.000 iscritti, i cui quadri sono eletti democraticamente ad ogni livello e, attraverso gli organi individuati dallo Statuto, concorrono
concretamente alla linea politica e di azione del sindacato, ha tracciato un’analisi attenta della situazione che stiamo vivendo e ha individuato nella problematica della Previdenza complementare
uno dei nodi da sciogliere al più presto, assieme ovviamente ai temi del Riordino delle Carriere e delle ulteriori risorse da appostare per la Specificità (necessarie per chiudere alle nostre
condizioni la partita contrattuale).
Previdenza complementare
Il ritardo nella partenza dei tavoli per la Previdenza complementare è ormai una sorta di mannaia che pende sulla testa di decine e decine di migliaia di colleghi, soprattutto per coloro che sono
entrati in Polizia dopo il primo gennaio 1996 (destinati ad andare in pensione col sistema contributivo) o per coloro che al 31 dicembre 1995 avevano meno di 18 anni di anzianità di servizio
(cosiddetto “sistema misto” retributivo – contributivo).
E’ ovvio che ogni giorno che passa è un giorno perso che erode la futura pensione dei colleghi interessati, che ovviamente sono tanti.
Il sistema contributivo, infatti, prevede il calcolo della pensione effettuato sull'insieme dei contributi versati e non più, come avviene ancora adesso per i colleghi più anziani e prossimi alla
quiescenza che non sono interessati dal problema, sulla base della media delle retribuzioni lorde degli ultimi anni.
A questo si aggiunge la modifica dei coefficienti di trasformazione (fondamentali per definire l’importo della pensione) in vigore proprio dal 2010 che, lo ribadiamo ancora una volta, non
interessa chi è destinato ad andare in quiescenza col retributivo.
Il SAP ha pertanto elaborato una proposta concreta e applicabile, che è stata illustrata nei dettagli ai componenti dell’Esecutivo e del Consiglio Nazionale, che – ferma restando la necessità di
avviare al più presto i tavoli per la previdenza complementare – permetterebbe di sanare la situazione per coloro che “godono” del sistema misto o totalmente contributivo.
In sostanza, si tratterebbe di posticipare l’avvio del sistema contributivo all’effettivo avvio della previdenza complementare.
In questo modo, tanto per fare un esempio, con la partenza dei tavoli nel 2010 (questo l’obiettivo del SAP), si estenderebbe a tutti, a partire dal 1995 ad oggi, il sistema retributivo. Per gli
anni a venire, ovviamente, il sistema tornerebbe ad essere contributivo, ma affiancato dalla previdenza complementare che impedirà alle nostre pensioni di perdere potere di acquisto ed essere
dignitose.
Si tratta di una proposta che è stata approvata all’unanimità da tutti i nostri quadri nazionali.
Il nostro lavoro sarà adesso quello di renderla condivisa e di portarla avanti assieme ai principali sindacati e anche ai Cocer, in modo da essere più forti nei confronti del Governo.
Per altro, è bene sottolinearlo, la Riforma Dini del 1995 prevedeva da subito la partenza del cosiddetto “secondo pilastro” (cioè la previdenza complementare) e la soluzione individuata dal SAP
permetterebbe di sanare un deficit del quale devono assumersi la responsabilità tutti i Governi, di centrodestra o centrosinistra, che si sono avvicendati negli ultimi quindici anni.
La battaglia del Sindacato Autonomo di Polizia non finisce comunque qui.
Sono infatti sempre pendenti i nostri ricorsi al Tar-Corte dei Conti per l’estensione del sistema retributivo a tutto il personale e, appena verremo a conoscenza della data dell’udienza,
rappresenteremo gli sviluppi.
Riordino delle carriere
Si tratta di un fondamentale obiettivo del SAP per il 2010, assieme a Contratto, Specificità e Previdenza.
I nostri quadri nazionali ci hanno spronato ad andare avanti con forza nella linea sin qui intrapresa, quella di una riforma condivisa ad oggi con i principali sindacati, con i Cocer e le
rispettive Amministrazioni, che il Governo deve soltanto decidere a presentarsi.
Una riforma che valorizzi la base con il Ruolo unico Agenti – Assistenti – Sovrintendenti, che dia agli attuali Sovrintendenti la possibilità di un percorso certo per divenire Ispettori, che
istituisca per gli attuali Ispettori un Ruolo che possa portarli ad essere Commissari.
Il tutto valorizzando, in un sano ed equilibrato mix, l’anzianità di servizio, i titoli di studio e la preparazione professionale.
Un Riordino che non deve essere visto come una regalia di gradi e qualifiche al personale, ma come una seria opportunità di crescita e maturazione professionale e culturale.
Una riforma al quale noi non rinunceremo mai, anche perché ci sono circa 600 milioni di euro già stanziati dai precedenti Esecutivi che vanno implementati con ulteriori risorse.
E’ questa la sfida che rivolgiamo al Governo!
Contratto e specificità
Autorevoli esponenti del Governo, evidentemente impegnati in campagna elettorale, sono tornati nei giorni scorsi a “celebrare” le risorse stanziate per le Forze di Polizia e soprattutto per il
rinnovo del biennio economico 2008-2009, parlando di ben 100 euro di aumento.
Abbiamo spiegato più volte che si tratta di massimo 30 euro netti di incremento stipendiale, più la vacanza contrattuale già percepita, senza per altro alcun arretrato per quel che riguarda il
2008.
Un’organizzazione minoritaria che evidentemente ha a cuore più i propri rapporti col Governo che l’esigenza di difendere il personale, insiste nel dire che il Contratto va firmato senza
condizioni, che gli aumenti sono ottimi e che il SAP, assieme ai principali sindacati, danneggia i colleghi rinviando la firma.
A parte il fatto che il tempo gioca a nostro favore, a questi signori vogliamo rammentare che dopo aver ottenuto 100 milioni di euro per la Specificità grazie a 40.000 persone portare in piazza,
noi abbiamo la necessità di avere presto ulteriori garanzie per altri appostamenti.
Perché la partita del nuovo Contratto dovrà essere aperta con risorse certe e pertanto noi non chiuderemo il vecchio Accordo se non ci saranno sicurezze sugli appostamenti futuri.
Gli “aumenti” del biennio economico 2008-2009 nessuno ce li può togliere. Non firmare però ci dà un’arma in più per il nuovo Contratto.
Condividono la nostra linea tutti le principali organizzazioni, tranne qualcuno che evidentemente ha deciso di fare il sindacato giallo...
Forme di dissenso
L’Esecutivo e il Consiglio Nazionale SAP, come dicevamo, hanno costituito l’occasione per affidare alla Segreteria Generale un pieno mandato sulle iniziative da intraprendere nel prossimo
periodo.
I nostri quadri, come è giusto che sia in un sindacato che vive realmente di democrazia interna, hanno discusso dell’ipotesi di manifestazioni e iniziative da intraprendere nei confronti del
Governo, anche con forme di dissenso nuove, pur sempre legittime.
Tutti hanno però condiviso la scelta attuata in merito alla campagna elettorale, dove eventuali iniziative avrebbero potuto essere facilmente strumentalizzate da questa o quella parte
politica.
Il SAP non ha padroni, guarda ai fatti e non alle parti politiche.
La nostra forza è la nostra autonomia.
Nuovo sito internet
Le giornate riminesi hanno anche costituito l’occasione anche per presentare in anteprima ai dirigenti nazionali del SAP il nuovo sito internet del sindacato che nei prossimi mesi sarà on
line.
Fortemente voluto dal Segretario Generale Nicola Tanzi e realizzato dal nostro collega ingegnere Luca Zanazzo, il nuovo portale permetterà una maggiore fruibilità, conterrà molte più notizie,
aggiornamenti, video e aree speciali, sarà costantemente implementato con tecnologie d’avanguardia.
Orgogliosi di essere SAP!
Un'altra occasione perduta,,,,,
L’ultimo Consiglio dei Ministri ha perso un’altra occasione, l’ennesima, per tenere fede alle promesse fatte ai Poliziotti italiani e a tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine.
Siamo infatti arrivati a fine marzo e, nonostante un percorso serio e condiviso con il ministro dell’Interno, non è stato ancora emanato, da parte dell’intero Esecutivo, il DPCM (decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri) di ripartizione delle risorse a nostro favore da reperire attraverso il FUG (Fondo Unico Giustizia) e le entrate dello scudo fiscale.
Con la manifestazione dei 40.000 in piazza a fine ottobre scorso abbiamo ottenuto un primo stanziamento di 100 milioni di euro che sono fondamentali per la Specificità, divenuta
da poco legge dello Stato, ma che vanno implementati con risorse adeguate per permetterci di chiudere la partita contrattuale trascinatasi fin troppo a lungo, avviare concretamente il Riordino
delle Carriere e partire con i tavoli della Previdenza complementare.
Purtroppo gli ultimi Consigli dei Ministri si sono concentrati su altri aspetti evidentemente considerati prioritari – come la proroga del mandato dei vertici del Cocer, le missioni
all’estero per le Forze Armate, promozioni di generali e quant’altro – dimenticando di concretizzare gli impegni assunti, ormai da tempo, con chi ogni giorno rischia la vita in strada
per garantire la sicurezza dei cittadini.
Colleghi che, a causa della mancanza di adeguati stanziamenti, sono sempre più spesso costretti a corrispondere – di tasca propria! – le risorse necessarie per anticipare le
missioni.
E non si tratta certo di pochi euro… Le elezioni regionali sono alle porte e in questi giorni potrebbero venir fuori alcune novità.
Una cosa deve però essere chiara: se le promesse fatte, annunciate e ribadite non troveranno presto concretizzazione, non resterà che avviarsi verso una primavera di conflittualità
sindacale e di mobilitazione. L’Esecutivo Nazionale e il Consiglio Nazionale del SAP sono stati non a caso convocati per discutere il da farsi.
Con un solo obiettivo: tutelare realmente gli interessi e i diritti degli appartenenti alla Polizia di Stato.
La via del dialogo, della lealtà e della correttezza che il SAP, assieme ai principali sindacati, ha intrapreso all’indomani della grande manifestazione di cinque mesi fa, è ormai un filo sottile
che solo il Governo può decidere se rompere o meno.
Orgogliosi di essere SAP
32° anniversario della Strage di via Fani: il SAP non dimentica!!!
Ricorre il 32esimo anniversario dell'eccidio di Via Mario Fani a Roma: un commando delle brigate rosse rapi' Aldo Moro e uccise i 5 membri della scorta (nella foto). Morirono il vice
brigadiere di pubblica sicurezza Francesco Zizzi, le guardie di pubblica sicurezza Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, il maresciallo
Oreste Leonardi e l'appuntato Domenico Ricci.
La mattina del 16 marzo 1978 un commando delle brigate rosse intercetto' in via Fani l'auto con a bordo Aldo Moro e la scorta, in pochi secondi sequestro' il presidente della Democrazia
Cristiana e uccise i cinque colleghi che lo tutelavano. Le successive indagini della Digos capitolina permisero di assicurare alla giustizia sia gli esecutori materiali degli omicidi che i
sequestratori.
IL SAP NON DIMENTICA!
Convocati i massimi vertici nazionali SAP
I Poliziotti sono stanchi di aspettare ed il SAP, che di colleghi ne rappresenta circa 20.000 e che da sempre combatte le proprie battaglie con autonomia e serietà, ha deciso di convocare i
massimi organi nazionali dell’organizzazione: l’Esecutivo e il Consiglio Nazionale.
Occorre un segnale, possibilmente prima delle elezioni.
Anche se dobbiamo evitare di farci strumentalizzare perché noi rappresentiamo una delle Istituzioni dello Stato più amate dagli italiani, in un momento in cui la classe politica (tutta!) è
impegnata in una campagna elettorale dove paiono prevalere le polemiche e le “grida” rispetto ai contenuti e alla sostanza.
Vivaddio, noi del SAP siamo in primo luogo Poliziotti – con la “P” maiuscola” – e non politici, siamo colleghi prestati al sindacato che hanno come unico scopo quello di tutelare il
personale.
Per questo l’Esecutivo e il Consiglio Nazionale del SAP saranno un momento importante e fondamentale perché decideremo democraticamente la strada da seguire e gli eventuali percorsi di
mobilitazione da percorrere!
E lo faremo insieme, con i nostri principali dirigenti che vengono da tutte le realtà del nostro Paese.
Dal Governo vogliamo e pretendiamo risposte reali.
Risposte sulle risorse, sul Contratto, sul Riordino, sulla Previdenza complementare.
Il SAP, come sempre, farà la propria parte.
Concretamente e non con le chiacchiere.
SPECIFICITA' Una battaglia storica SAP Finalmente è Legge dello Stato
SPECIFICITA': una vittoria targata SAP!!!
Roma, 8 marzo - Quella del 3 marzo 2010 resterà una data storica per la Polizia di Stato e per le Forze dell’Ordine.
Una data storica anche e soprattutto per il Sindacato Autonomo di Polizia che per primo, nella piattaforma rivendicativa del 1987, aveva parlato della necessità di riconoscere la Specificità
della Professione.
Con l’approvazione definitiva al Senato del ddl 1167-B, collegato alla manovra finanziaria (recante deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi,
aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e
disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro), diventa legge dello Stato la Specificità delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e del Corpo Nazionale dei Vigili del
Fuoco e si sancisce in primo luogo che noi non siamo “lavoratori” come gli altri, ma Professionisti della Sicurezza!
L’articolo che ogni colle-ga deve imprimersi bene nella memoria è il 19:
Art. 19
(Specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco)
1. Ai fini della definizione degli ordinamenti, delle carriere e dei contenuti del rapporto di impiego e della tutela economica, pensionistica e previdenziale, è riconosciuta la specificità del
ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad essi appartenete, in dipendenza della peculiarità dei
compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell’ordine e della sicurezza interna
ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti.
2. La disciplina attuativa dei principi e degli indirizzi di cui al comma 1 è definita con successivi provvedimenti legislativi, con i quali si provvede altresì a stanziare le occorrenti risorse
finanziarie.
3. Il Consiglio centrale di rappresentanza militare (COCER) partecipa, in rappresentanza del personale militare, alle attività negoziali svolte in attuazione delle finalità di cui al comma 1 e
concernenti il trat-tamento economico del medesimo personale.
Chi conosce la storia del SAP non può non ricordare le battaglie fatte per il raggiungimento di questo importante traguardo.
E sul nostro sito internet, grazie all’Ufficio Studi, è possibile reperire tutta la documentazione necessaria.
Era il 14 dicembre del 1999 quando il Sindacato Autonomo di Polizia - in completa solitudine - scese in piazza con 1000 fiaccole per illuminare la classe politica sull' emergenza criminalità e
sui bisogni del personale della Polizia di Stato.
I risultati non si fecero attendere: due giorni dopo il Governo si impegnò formalmente a riconoscere un comparto autonomo per le Forze di Polizia e le Forze Armate, con la definizione di uno
stanziamento predeterminato al di fuori dei paramenti, vincoli e capitoli previsti per i comparti dell'impiego pubblico e a riconoscere uno speciale trattamento giuridico ed economico in favore
di coloro che rischiano la propria vita per la sicurezza delle istituzioni e dei cittadini (Ordine del Giorno Cuc-cu - Frattini).
Adesso, finalmente, grazie alla Pattuglia SAP in Parlamento la Specificità è legge dello Stato!
Le battaglie, si sa, se fatte con la testa e con il cuore si possono vincere e adesso il nostro prossimo passo è quello di far sostanziare questa Specificità con adeguate risorse: un obiettivo
che risulta essere alla portata grazie a questa previsione di legge che inseguiamo tenacemente da oltre venti anni e che fa parte del nostro Dna più profondo.
Non solo Specificita'
Ma non solo. La legge licenziata nei giorni scorsi contiene anche altre importanti novità per il Comparto Sicurezza e Difesa, di seguito indicate.
Art. 18: viene introdotta una particolare forma di aspettativa per i dipendenti pubblici, concedibile dall'amministrazione di appartenenza anche per avvia-re attività professionali e
imprenditoriali.
Il periodo - durante il quale non verranno versati assegni - ha una durata massima di 12 mesi.
Art. 23: delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi in materia di congedi, aspettativa e permessi, sulla base di criteri e principi direttivi diretti - in un'ottica di razionalizzazione e semplificazione delle modalità di fruizione - ad un formale e sostanziale coordinamento dell'attuale panorama normativo, al fine di garantire l'applicazione certa e uniforme della relativa disciplina.
Art. 24: modifiche alla disciplina in materia di permessi ex l. 104/92, dalla quale viene espunto il requisito della convivenza, originariamente previsto dalla predetta legge (art. 33, co.
3).
Possono ora fruirne il coniuge, parente o affine entro il 2° grado, ovvero entro il 3° qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbia compiuto i 65 anni
di età oppure siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.
Nell'originaria formulazione la possibilità di fruizione dei permessi in parola da parte di parenti o affini entro il 3° grado non era legata alle circostanze appena indicate.
Subisce una modifica sostanziale, l'art. 42, co. 2, del d.lgs. 151/2001: successivamente al compimento del 3° anno di età del bambino con handicap in situazione di gravità, il diritto a fruire
dei permessi di cui all'art. 33, co. 3, della l. 104/92,e' riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell'arco del
mese; nella precedente formulazione il diritto ai permessi e' alternativo, potendo riconoscersi o alla lavoratrice madre o al lavoratore padre.
Ciò significa che entrambi i genitori potranno essere titolari di tale diritto, seppur con fruizione alternativa, sì da garantire una maggiore flessibilità di tale beneficio.
Viene inoltre soppresso l'intero comma 3 dell'art. 42 del d. lgs. 151/2001: e' eliminata la differenziazione di disciplina esistente tra genitori con figlio con handicap in situazione di gravità di età superiore a 3 anni e figlio maggiorenne; in tale ultima ipotesi la disposizione che il Parlamento ha soppresso subordinava il diritto alla fruizione dei permessi alla convivenza o, in assenza di convivenza, alla circostanza che l'assistenza al figlio fosse continuativa ed esclusiva.
Art. 26: introduce la possibilità, anche per il personale del comparto sicurezza e difesa, di essere destinatario di incarichi di funzioni dirigenziali, nel rispetto dei requisiti e dei limiti
previsti dall'art. 19, comma 6, del d. lgs. 165/2001.
Il personale a cui sono conferiti i suddetti incarichi e' collocato in aspettativa senza assegni.
Art. 28: fissazione - per particolari discipline indicate nel bando di concorso - di un limite massimo e minimo di età per il reclutamento degli atleti dei gruppi sportivi delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Art. 29: introduce profonde modifiche al dPR 337/82, recante l'ordinamento del personale della Polizia di Stato che espleta attività tecnicoscientifica o tecnica.
Può ora concorrere al concorso per vice revisore tecnico e vice perito tecnico anche il personale proveniente da profili professionali non omogenei rispetto a quelli per cui concorre.
Potendo concorrere per più profili professionali, sganciati da quelli di provenienza, vengono meno tutte le note problematiche (vedi da ultimo il concorso a 266 posti per v. perito tecnico)
legate ai concorsi per il personale tecnico e che hanno prodotto innumerevoli contenziosi tutt'ora pendenti con l'Amministrazione.
Anche quest’ultimo, in particolare, è un risultato SAP! Dopo aver chiesto formalmente un incontro al Dipartimento volto alla risoluzione delle problematiche legate ai concorsi interni per il personale del ruolo tecnico (si veda sempre l'area News), abbiamo intrapreso – con successo - la via legislativa.
Oggi gridiamo ancora più forte…Orgogliosi di essere SAP
Per non dimenticare un vero eroe: Emanuele PETRI
Emanuele PETRI
Per non dimenticare un vero eroe: Emanuele PETRI
Il 2 marzo di sette anni fa Emanuele Petri, Sovrintendente Capo in servizio alla Polizia Ferroviaria di Terontola (AR), perse la vita, per mano di terroristi, in un conflitto a fuoco sul treno 2304 Roma-Firenze, alla Stazione di Castiglion Fiorentino (AR). Grazie al suo sacrificio che fu catturata Nadia Desdemona Lioce, leader delle nuove Brigate Rosse e fu sgominata l'intera associazione terroristica che uccise Massimo D'Antona e Marco Biagi.
CI UNIAMO AL RICORDO E AL DOLORE DELA FAMIGLIA.
Accordo Nazionale Quadro......aggiornamenti
Il 23 febbraio il SAP e' stato convocato al DIPARTIMENTO per una riunione volta a definire la bozza di intesa relativa alla determinazione delle disposizioni per il funzionamento delle
Commissioni paritetiche istituite ai sensi dell'art. 26 del dPR 395/1995.
Alla riunione parteciperà il Segretario Generale Nicola TANZI. Il nostro sindacato, nel-l'incontro svoltosi il 18 febbraio, ha elaborato una serie di proposte ultimative e la prossima settimana
dovrebbe essere predisposta anche l'attesa circolare esplicativa dell'Accordo Nazionale Quadro.
Colleghi Pisani, finalmente siamo in dirittura di arrivo per l'avvio della contrattazione decentrata, e noi saremo presenti a vigilare affinchè i diritti dei poliziotti, ricordo in
particolare per i colleghi cinquantenni che potranno chiedere di essere esclusi dai servizi notturni continuativi esterni.
Orgogliosi di essere Autonomi, orgogliosi di essere S.A.P.!!!!!!!!!
Trasferimenti e concorso SOV: incontro al DIPARTIMENTO
Roma, 15 febbraio - La problematica dei trasferimenti, con particolare riferimento alla situazione del personale chiamato a svolgere mandato politico/amministrativo, e la
situazione del concorso interno a 108 posti da Vice Sovrintendente (elevati a 291), saranno al centro di un incontro con il Dipartimento che si svolgerà il 17 febbraio e che il SAP ha chiesto per
primo (come dimostra la documentazione pubblicata nell'Area News).
Anzi, per quel che riguarda la situazione dei colleghi che aspirano alla movimentazione in virtù di una carica politica o amministrativa, il nostro sindacato è stato l’unico nelle settimane
scorse a porre la problematica che si intreccia, inevitabilmente, con quella del personale – soprattutto appartenente al Ruolo Agenti ed Assistenti – che ormai da troppo tempo aspetta il
sospirato telex.
Anche se nel mese di febbraio la macchina ministeriale che determinerà i trasferimenti si è finalmente avviata, resta il problema del grave disagio che le donne e gli uomini della Polizia di
Stato subiscono, dal punto di visto personale, affettivo ed economico, con il ritardo di questi movimenti che riguarderanno migliaia e migliaia di unità di personale, comprese le assegnazioni dei
nuovi Corsi.
Un disagio che rischia di aggravarsi se non si troverà una soluzione immediata per i colleghi che, in virtù di un mandato politico/amministrativo, hanno diritto ad essere trasferiti anche con
precedenza rispetto agli altri.
La soluzione proposta dal SAP e che sarà discussa nel corso dell’incontro del 17 febbraio è quella di aggregare questi colleghi o di considerarli in soprannumero rispetto alla graduatoria
nazionale di mobilità, così da non penalizzare i diritti di nessuno.
La riunione ministeriale che abbiamo richiesto sarà anche l’occasione per chiarire la situazione del concorso interno a 108 posti da Vice Sovrintendente, successivamente elevati a 291.
Sul Bollettino Ufficiale del Personale n. 1/3, infatti, è stata decretata la sospensione dell’efficacia della graduatoria di merito approvata in data 1° dicembre 2009 per 90 giorni, a far data
dalla pubblicazione nello stesso B.U. del Personale, avvenuta il 9 febbraio 2010.
Come è noto, la situazione trova origine nelle istanze presentate da alcuni candidati, a seguito delle quali la nostra Amministrazione ha effettivamente rilevato la presenza di errori nei
questionari utilizzati in sede di prova scritta.
La problematica, a nostro avviso, deve trovare urgente chiarimento e soluzione.
Senza penalizzare i colleghi.
E’ quello che chiederemo alla Direzione Centrale per le Risorse U-mane del nostro Dipartimento.
Orgogliosi di essere SAP!
Pattuglie miste, una vittoria SAP: circolare del Dipartimento
Una vittoria SAP: fatti non parole!!!
Avevamo sollevato per primi, con un forte intervento alla Funzione Pubblica, una lettera urgente al Dipartimento e un articolo sul Corriere della
Sera, la gravissima problematica relativa alla disparita' di trattamento economico tra Operatori della Polizia di Stato e militari nell'ambito delle cosiddette
pattuglie miste. Dopo la nostra azione, sono intervenuti il decreto legge 78/2009 (poi convertito in legge 102/2009) e quindi, con recente circolare che
pubblichiamo, il Servizio Tep e Spese varie, che hanno sanato una evidente e gravissima ingiustizia a danno dei Poliziotti...
SAP: come sempre, fatti e non parole!!!
IL SAP TUTELA LA FAMIGLIA
Il SAP e la tutela familiare
La tutela della famiglia, la possibilità per l’operatore di Polizia di prestare servizio vicino casa e, soprattutto, il sacrosanto principio del ricongiungimento familiare, sono da sempre al centro della politica di tutela del personale del SAP. La nostra “battaglia legale”, in particolare, si è concentrata per la concreta e corretta applicazione, anche al personale della Polizia di Stato, dell’art. 42 bis del d.lgs. 151/2001, che disciplina la cosiddetta aggregazione prolungata. La norma, come è noto, prevede la possibilità per il dipendente pubblico, genitore di figli minori di tre anni, di essere assegnato, per un periodo non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante di analoga posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni coinvolte. I ricorsi presentati nel tempo da numerosi colleghi, sostenuti in molti casi dal SAP, hanno evidenziato, nel loro esito, una netta demarcazione giurisprudenziale fra l'indirizzo dei giudici di primo grado (favorevole) ed il giudice di appello (decisamente contrario).
Nello specifico, quest’ultimo orientamento muoveva i passi dall'art. 3 del d. lgs. 165/2001, a mente del quale il personale militare e le Forze di Polizia rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti, con ciò escludendoli dall'applicazione dell'art. 42 bis, destinato - a parere del Consiglio di Stato - al restante pubblico impiego di cui all'art. 2 del d. lgs. 165/2001. Insomma, i giudici di Palazzo Spada non lasciavano spiraglio alcuno alla speranza di abbattere l'ennesima palese disparità di trattamento nei confronti di chi, giornalmente, contribuisce a garantire la sicurezza della gente. Tuttavia il SAP, questa volta grazie anche alla nostra Segreteria di Alessandria, non si è arreso e ha continuato la sua battaglia a sostegno della famiglia, affrontando un ulteriore giudizio amministrativo, conclusosi, in primo grado, con la pubblicazione, il 26 gennaio 2010, della sentenza 482/2009, con la quale il TAR Lazio ha accolto il ricorso da noi patrocinato, non limitandosi, per vero, ad annullare sic et simpliciter l'avversato decreto del Ministero dell'Interno. I giudici amministrativi, difatti, hanno fondato l'accoglimento del ricorso sull'ingresso, nell'ambito degli ultimi accordi sindacali, dell'art. 14 del DPR 170/2007 e dell'art. 18 del dPR 51/2009, entrambi titolati 'tutela delle lavoratrici madri' ed entrambi richiamanti una serie di disposizioni che si applicano al personale di polizia 'oltre a quanto previsto dal D. Lgs. 151/2001'.
Il che, a parere del TAR Lazio, “...Comporta la oramai pacifica applicabilità al personale di cui e' questione anche della disciplina recata dal citato D.Lgs. 151/2001, e quindi del suo art. 42 bis”. Non meno importante, altresì, l'orientamento espresso dallo stesso Tribunale, in relazione ad un altro dei 'capisaldi del diniego' della nostra Amministrazione, ovvero la specificità delle 'esigenze organizzative delle Forze di Polizia'.
Così scrivono i giudici laziali: “...Peraltro, non convincono gli ulteriori argomenti posti a sostegno dell'atto impugnato e concernenti le asserite difficoltà di organico nell'Ufficio di appartenenza, che si produrrebbero in ragione dell'accoglimento dell'istanza del ricorrente di assegnazione prolungata ad altra sede. In disparte l'apoditticità dell'affermazione, non meglio e piu' dettagliatamente confortata da elementi precisi e puntuali, va rilevato che, come ha affermato il ricorrente senza essere sul punto smentito dalla resistente Amministrazione, da una parte la sede di Alessandria (di attuale applicazione del ricorrente) fornisce abitualmente personale in aggregazione ad altre sedi così come quella di La Spezia (cui aspira ad essere assegnato il ricorrente) si trova a dover richiedere regolarmente l'invio di agenti per esigenze di sicurezza dovute all'aumento del flusso di persone nei periodi estivi”.
Non ci resta, ora, che attendere il prossimo passo della nostra Amministrazione, la quale - abbiamo motivo di credere - ricorrerà in appello avverso la decisione del TAR Lazio. Noi, però, resisteremo davanti al Consiglio di Stato, ancora una volta dalla parte dei colleghi e della tutela familiare.
Orgogliosi di essere SAP!
I NOSTRI EROI......
Chi sono gli eroi oggi?
Cicerone diceva la memoria è tesoro e custode di tutte le cose.
Nei giorni scorsi, in tutta Italia, si è celebrata la ricorrenza del Giorno della Memoria che commemora, come è noto, tutte le vittime dell’Olocausto.
L’occasione è stata importante per ricordare la figura di Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume, giovane Commissario di Polizia che morì a 36 anni nel campo di sterminio di Dachau e che
riuscì a salvare oltre 5.000 ebrei dalla barbarie nazista.
La figura di Palatucci è certamente eroica ed estrema al tempo stesso, figlia del suo tempo e unica nella storia della Polizia di Stato e di tutte le Forze dell’Ordine italiane.
Ma il Giorno della Memoria deve indurci ad una riflessione anche sugli Eroi di tutti i giorni, su quelle Donne e su quegli Uomini in divisa che quotidianamente garantiscono la sicurezza dei
cittadini, di cui nessuno parla se non quando la cronaca assume i contorni del dramma. Si tratta di colleghi che con il loro impegno, con la loro professionalità, con il loro sacrificio riescono
a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica impedendo che qualcuno possa farsi male, pattugliano strade e città a piedi, in moto o in volante garantendo il sereno vivere dei nostri centri
urbani, svolgono indagini delicate assicurando alla giustizia criminali di assoluto rilievo, ma anche delinquenti comuni.
Si parla spesso, e a sproposito, del clima di insicurezza che regnerebbe nel nostro Paese.
Esistono problemi reali e non ce li nascondiamo.
Ma chiediamoci che cosa sarebbe l’Italia senza l’opera e il lavoro delle Forze dell’Ordine e della Polizia di Stato, senza il sacrificio di migliaia e migliaia di Eroi che quotidianamente salvano
vite, perché impediscono la consumazione di reati o perché scoprono chi ha commesso reati, impedendo che possa farne altri.
E i meriti di tutto questo sono in primo luogo dei colleghi, non certo della politica che spesso rivendica come propri risultati che sono frutto esclusivo del sudore e del sangue dei poliziotti
italiani.
La storia della Polizia di Stato, che tra mille vicissitudini attraversa tre secoli di vita (dal 1852), è ricca di Eroi che purtroppo hanno perso la vita in servizio per salvare tanti
cittadini.
E’ ricca, soprattutto, di Eroi quotidiani che, oggi come in passato, la vita la rischiano tutti i giorni, sempre e soltanto per garantire la sicurezza della gente e il rispetto delle leggi.
Eroi del nostro tempo che prendono “mazzate” ad Ischia per impedire lo scempio di un’isola devastata dall’abusivismo edilizio o che sono vittime di violenze in Piemonte da parte di chi,
illegalmente, si oppone alla realizzazione di un cantiere per l’alta velocità ferroviaria.
Eroi che poi qualche giudice contabile vorrebbe pure perseguire per danno d’immagine...
Quando i primi Comitati e Movimenti Autonomi dei padri fondatori del SAP decisero, sul finire degli anni settanta, di istituire la nostra grande
organizzazione sindacale, avevano bene in mente cos’era stata la Polizia di Stato fino a quel momento e che cosa sarebbe dovuta diventare.
Di conquiste, negli ultimi trent’anni, ne abbiamo ottenute tante.
Di battaglie, nei mesi e negli anni a venire, restano da vincerne ancora molte.
Ma una cosa è certa.
A nessuno permetteremo mai di denigrare e insultare la nostra professione, il nostro impegno, la nostra divisa.
Una divisa sulla quale e per la quale tanto sangue è stato versato.
Questa è la nostra memoria.
Noi non dimentichiamo.
Orgogliosi di essere SAP!
L'ORDINE PUBBLICO E' UNA COSA SERIA!!!!
L'Ordine Pubblico è una cosa seria!!!
Roma, 25 gennaio - In questi giorni centinaia e centinaia di colleghi sono impegnati in Piemonte, in Val di Susa, per le esigenze connesse alle manifestazioni organizzate contro
i cantieri dell’alta velocità.
Come sempre, frammischiati tra i tanti pacifici manifestanti, vi sono i soliti personaggi legati al mondo dell’antagonismo, dei centri sociali, di un certo “estremismo politico” che ormai fa
parte del “folclore” del nostro Paese.
E sono costoro che, oggi come in passato, si rendono protagonisti di azioni di protesta che spesso sfociano in atti di violenza contro le Forze dell’Ordine ed in particolare contro i poliziotti,
contro gli operatori dei Reparti Mobili che da tutta Italia sono stati aggregati in Val di Susa. Colleghi che stanno svolgendo al meglio il loro servizio, con grande professionalità e con grande
sacrificio personale.
Cinque anni fa, come molti ricorderanno, si ripetè in Piemonte una situazione simile e le proteste furono violente, tanto da determinare una decisa, ma legittima, azione di risposta da parte
degli operatori della Polizia di Stato che – mai dimenticarlo – hanno il compito di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, impedendo che siano messi a ferro e fuoco i centri abitati e che
qualcuno possa farsi male.
I servizi televisivi e giornalistici dell’epoca, che mostravano le immagini degli scontri, contribuirono a determinare l’avvio di una inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Torino
la quale, con grande scrupolosità e professionalità, acclarò senza ombra di dubbio la correttezza dell’operato dei nostri colleghi.
Qualcuno però rimase “turbato” da quelle immagini, che potevano “danneggiare l’immagine stessa del Corpo della Polizia di Stato e della nazione tutta” (amen).
Così, quel qualcuno – non uno qualunque: stiamo parlando del Procuratore Capo della Corte dei Conti del Piemonte, Ermete Bogetti – decise di attivarsi per avviare una indagine, spedendo (nel
2007) decine e decine di avvisi di istruttoria al personale dei Reparti Mobili di Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma e Napoli con lo scopo di avviare “una azione di responsabilità per danno
alla finanza pubblica per comportamento lesivo dell’immagine e del prestigio del Corpo e dello Stato”.
Insomma, la reazione della Polizia di Stato, pur essendo stata legittima come accertato dalla Procura della Repubblica di Torino, avrebbe determinato un danno economico “di immagine” causato
dalle “terribili” scene viste in tv e sui giornali.
Passano gli anni e arriviamo ad oggi: nei giorni scorsi la Corte dei Conte piemontese ha inviato un avviso di garanzia al dirigente del servizio dell’epoca, che oggi opera ancora nella città
della mole.
Non risulta che ci siano altri colleghi chiamati in causa.
Abbiamo con forza espresso la nostra vicinanza e solidarietà al dirigente coinvolto; altresì, siamo convinti che alla fine della fiera questa vicenda si risolverà nel migliore dei modi. Ma il
punto non è soltanto questo.
Nelle nostre prese di posizione pubbliche sui quotidiani Libero e La Stampa, abbiamo chiaramente detto che iniziative come quella posta in essere della magistratura contabile rischiano di
ingenerare negli operatori un senso di insicurezza sui comportamenti da tenere, che potrebbe avere ripercussioni nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica.
E certamente non può sfuggire il “dettaglio”, la casualità (?) di un’indagine che ritorna a far parlare di sé, dopo tre anni di istruttoria, proprio nelle ore e nei giorni in cui in Val di Susa i
nostri colleghi sono impegnati in un delicato servizio di ordine pubblico.
Il SAP si è già attivato a livello nazionale, con la stretta collaborazione della Segreteria del Piemonte e di quella di Torino, per monitorare costantemente la situazione. Noi siamo e resteremo
sempre dalla parte delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine, MAI dalla parte di chi delinque, commette violenze o devasta borghi e città.
Orgogliosi di essere SAP!
STOP trattative alla Funzione Pubblica e nuove RISORSE: verso spiragli CONCRETI
Roma, 18 gennaio - Il confronto ed il dialogo con i sindacati di Polizia rappresentano una condizione fondamentale ed insostituibile, così come occorre evitare azioni d’imperio o
decisioni unilaterali che non giovano a nessuno.
Questo ha sostenuto il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso dell’incontro svoltosi al Viminale il 12 gennaio, al quale hanno partecipato il Segretario Generale del
SAP, Nicola Tanzi e i Segretari Generali Aggiunti Ernesto Morandini e Francesco Quattrocchi.
Un primo, importante risultato venuto fuori dall’incontro con Maroni, frutto esclusivo dell’azione condotta dal SAP unitamente a Siulp, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia e Coisp, è stato quello di
sospendere le trattative in corso alla Funzione Pubblica per il rinnovo del “vecchio” Accordo.
Una scelta sacrosanta, che sposa in pieno la linea di coerenza e serietà di chi si è rifiutato di sedersi a Palazzo Vidoni senza garanzie concrete sulle risorse.
Ed è buffo leggere i comunicati di chi prima voleva chiudere a tutti i costi un Contratto da 15/20 euro, affermando che “sarebbe irresponsabile continuare a privare i poliziotti degli aumenti”
(sic!!!), salvo poi applaudire Maroni, spellandosi le mani, per aver accolto la posizione del SAP e dei sindacati più seri che non si sono voluti sedere al tavolo con Brunetta.
Il compito del SAP, invece, è quello di tutelare gli interessi reali del personale, come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare con sempre maggiore vigore, grazie anche alla conferma
della nostra forza in termini di iscritti.
Ma dal Ministro dell’Interno sono arrivate altre importanti novità, per le quali manifestiamo un cauto ottimismo.
Infatti, sarà convocata a breve una riunione con Gianni Letta e con tutti i titolari dei Dicasteri che interessano il Comparto Sicurezza e Difesa al fine di ripensare le risorse
economiche finora disponibili.
In particolare, le risorse potrebbero essere reperite dal Fondo Unico Giustizia per il quale sono già disponibili – al 31 dicembre 2009 – un miliardo e mezzo di euro.
Entro la fine di gennaio un dpcm dovrebbe ripartire le somme a metà tra il Viminale e il Ministero della Giustizia, con la possibilità di accrescere in modo stabile e continuativo il Fondo in
questione attraverso la destinazione in via permanente (l’automatismo è stabilito dalle norme) delle risorse confiscate e sequestrate alla criminalità.
Si tratta, come è intuibile, di appostamenti importanti che dovrebbero incrementare, come richiesto dal SAP, i 100 milioni di euro già previsti nella Finanziaria 2010 per la
Specificità, oltre ad accelerare l’iter di approvazione del Riordino delle Carriere e avviare i tavoli della Previdenza complementare.
Noi, ovviamente, vogliamo e pretendiamo fatti.
Ma invitiamo tutti a vedere come, dopo la grande manifestazione di due mesi fa con i 40.000 in piazza a Roma, dopo le nostre costanti battaglie quotidiane, dopo l’abbandono dei tavoli di Palazzo
Vidoni, cominci finalmente a vedersi l’uscita dal tunnel.
Se lo meritano i circa 100.000 Poliziotti italiani che ogni giorno rischiano la vita e che sono stufi di essere presi in giro.
Per questo, state pur tranquilli, vigiliamo e continueremo a vigilare.
Orgogliosi di essere SAP!
L'anno della verità!!!!!
2010: l'anno della verità!
Roma, 4 gennaio - Il nuovo anno, appena cominciato, non può non ripartire dai problemi e dai quesiti che il 2009 ha lasciato irrisolti.
Camera e Senato si concedono ancora qualche giorno di vacanza.
Noi, come la maggior parte dei poliziotti, abbiamo continuato anche nei giorni di festa a difendere e tutelare i diritti del personale, sul territorio come a Roma.
E proprio nelle ore che hanno preceduto il capodanno, il SAP è intervenuto su tutte le agenzie stampa per chiedere un chiarimento al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che aveva
parlato di “300.000 euro in più per le Forze dell’Ordine e le Forze Armate da ricavare con le risorse dello scudo fiscale”.
Chiarimento che è subito arrivato, come abbiamo documentato in tempo reale nell'area News di questo sito.
La cifra di 300.000 euro è risultata essere, per fortuna, un errore di battitura. La somma indicata, infatti, ammonta a 300 milioni di euro e nelle prossime settimane in Parlamento dovrebbero
essere presentate delle proposte, sono parole del senatore Gasparri, “per vincolare parte delle risorse che entreranno nelle casse dello Stato grazie alla proroga dello scudo fiscale.
Bisognerà valutare con Governo e parti interessate la specifica destinazione di queste cifre”.
Memori delle tante promesse fino ad oggi fatte e non sempre ottemperate, come SAP manteniamo un atteggiamento a dir poco prudente.
Però è altrettanto evidente che le nostre battaglie, le nostre prese di posizione, la discesa in campo di 40.000 colleghi a fine ottobre scorso, hanno dato e continuano a dare frutti.
Soprattutto perché la classe politica tutta si è resa conto, concretamente, del malcontento che esiste tra gli operatori delle Forze di Polizia.
I 100 milioni di euro per la Specificità previsti nella Finanziaria 2010 sono stati un primo passo, anche se non sufficiente.
I 300 milioni che potrebbero essere ricavati dallo scudo fiscale dovranno, a nostro avviso, essere ripartiti nel seguente modo: 100 milioni ancora per la Specificità e 200 milioni per il Riordino
delle Carriere, da aggiungersi ai circa 600 milioni già accantonati dai precedenti Governi.
Cifre importanti che, unitamente all’avvio dei tavoli per la previdenza complementare, costituiscono l’unica strada percorribile per dare dignità al Comparto Sicurezza e alla Polizia di
Stato.
Non ci stancheremo mai di ricordare che, appena due mesi fa, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, aveva chiesto per le Forze dell’Ordine oltre un miliardo di euro: 300 milioni di euro,
assieme ai 100 milioni per la Specificità previsti in Finanziaria e alle 6.000 assunzioni in tre anni (fondamentali, tra l’altro, per la mobilità interna), possono essere una base minima da cui
ripartire.
Ma alle parole devono seguire fatti.
Le prossime settimane e i mesi che verranno, da questo punto di vista, saranno decisivi.
Noi, come sempre, non molleremo la presa.
Orgogliosi di essere SAP!
da www.sap-nazionale.org
A U G U R I
Contratto, Riordino, Previdenza: sì della Camera all’Ordine del giorno “PALADINI – SAP”
Roma, 21 dicembre - L’azione rivendicativa del SAP prosegue con rinnovato vigore anche in questi giorni che ci avvicinano alle festività natalizie e si è clamorosamente
concretizzata, nella giornata del 16 dicembre, con un Ordine del giorno presentato dal nostro ex Segretario Generale Aggiunto, Giovanni Paladini (parlamentare dell’Italia dei Valori), che è stato
approvato dalla Camera e che impegna il Governo a reperire risorse per il rinnovo contrattuale, per il Riordino delle carriere, per la Previdenza (complementare).
Si tratta di un atto politico assolutamente significativo, proprio perché approvato dall’aula di Montecitorio nel corso della discussione sulla Finanziaria 2010, che segue di pochi giorni la
richiesta che, come Consulta Sicurezza, abbiamo fatto al Governo per quel che riguarda l’avvio dei tavoli per la Previdenza complementare.
Il SAP – ed è qui la nostra forza e il nostro valore aggiunto rispetto agli altri – non cavalca la protesta fine a se stessa o la rivendicazione demagogica, ma agisce a 360 gradi potendo incidere
– realmente! - su vari fronti, dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza al Governo, dal Parlamento ai mass media, fino a portare in piazza – lo abbiamo fatto a fine ottobre e lo faremo ancora se
necessario – decine e decine di migliaia di colleghi.
La Finanziaria 2010, licenziata dalla Camera, sarà presto approvata dal Senato e – salvo colpi di scena – il testo non sarà ulteriormente modificato.
Così com’è, la legge di bilancio non risolve le criticità del nostro Comparto, anche se abbiamo apprezzato i provvedimenti legati alle assunzioni.
Per quel che riguarda le risorse aggiuntive da destinare al Contratto e alla Specificità, si parte – come è noto – dai 100 milioni frutto della nostra manifestazione (e non certo di qualche
convegno improvvisato) che saranno prelevati dal fondo destinato alla tutela della sicurezza pubblica previsto non dalla Finan-ziaria, ma dal decreto legge 112/2008 poi convertito in legge
133/2008.
Il nodo adesso è incre-mentare quella somma, arrivare almeno a 200 milioni, per poter tornare a sederci ai tavoli contrattuali e chiudere subito il vecchio Accordo ormai scaduto da quasi due anni
e guardare avanti.
Da questo punto di vista, l’Ordine del giorno “Paladini – Sap” approvato alla Camera che “impegna il Governo” si rivela fondamentale affinché siano allocate le risorse necessarie non solo per il
Contratto, ma anche per l’avvio del Riordino e dei tavoli di Previdenza complementare.
E tutto questo è possibile approvarlo anche con provvedimenti “collegati” (come si dice in gergo parlamentare) alla stessa Finanziaria, da discutere a parte e in tempi successivi.
Il nostro impegno è fortissimo in questa direzione e non molleremo la presa finché non avremo ottenuto, concretamente, le risposte che vogliamo e che vogliono soprattutto i colleghi i quali,
anche quest’anno, stanno confermando con le loro adesioni e le loro iscrizioni fiducia e stima per l’unico, vero, grande sindacato AUTONOMO della Polizia.
Obiettivi che ribadiremo presto anche al ministro Maroni e al quale, come è noto, abbiamo chiesto un incontro.
Il 2009 sta per finire, ma non finisce l’impegno del SAP che continuerà a lavorare, come molti colleghi, anche durante le festività.
L’occasione è però propizia per augurare ai nostri iscritti e a tutto il personale un sereno Natale.
Orgogliosi di essere SAP!
Finanziaria 2010: richiesta di incontro al Ministro dell’Interno
Roma, 14 dicembre - Dopo la grande manifestazione dei 40.000 in piazza a Roma, a fine ottobre, il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha formulato importanti richieste,
assumendo precisi impegni nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e del Comparto Sicurezza.
Gliene abbiamo dato pubblicamente atto, anche perché ha avuto la forza di dire le cose come stanno, come da tempo il SAP denuncia, sottoponendosi ad attacchi e critiche da parte dei colleghi
della sua stessa maggioranza politica, in particolar modo di coloro che considerano le scelte economiche del prof. Giulio Tremonti (che possono tradursi in poche parole: tagli, tagli e ancora
tagli) assolutamente indiscutibili.
L’iter parlamentare di approvazione della Legge Finanziaria 2010, ad oggi, non ha fornito particolari elementi di chiarezza, anche se sono presenti alcuni provvedimenti – come la scelta legata al
turn over e alle assunzioni – che risultano certamente positive.
Mancano però certezze sulle risorse aggiuntive per il Contratto e la Specificità – ad oggi 100 milioni di euro da prelevare dal fondo destinato anche alla tutela della sicurezza
pubblica di cui al co. 17 art. 61 del decreto legge 112/2008 poi convertito in legge 133/2008, somma che giudichiamo insufficiente e che deve arrivare almeno a 200 milioni – e soprattutto servono
risposte concrete per il Riordino delle Carriere e l’avvio dei tavoli per la previdenza complementare.
Per questo, assieme al sindacato unitario e ai principali sindacati di Polizia, abbiamo firmato una lettera congiunta (che pubblichiamo di seguito, datata 10 dicembre) per chiedere al
Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, un incontro chiarificatore prima della definitiva approvazione della Legge Finanziaria 2010.
Le aspettative dei poliziotti italiani non possono essere ancora tradite.
Il SAP questo non lo permetterà.
Orgogliosi di essere SAP!
fonte www.sap-nazionale.org
Finanziaria, grazie Presidente Fini!
Roma, 7 dicembre - Ci avevano provato ancora una volta, ma per fortuna il Parlamento ha avuto un sussulto di dignità e di orgoglio, grazie all’intervento del Presidente della
Camera Gianfranco Fini.
Con un emendamento di maggioranza, in barba alla normativa esistente e al regolamento del ministro Maroni che ha recepito le richieste del SAP e dei sindacati di Polizia, si è tentato – nel corso
dell’accesa discussione sulla Finanziaria 2010 in atto a Montecitorio – di inserire una norma che autorizzava i Comuni a dare rimborsi ai volontari delle ronde.
Una sorta di pagamento mascherato.
Una situazione inaccettabile che è saltata, almeno per ora, grazie all’intervento del Presidente della Camera che ha preteso una discussione punto per punto che si svilupperà nei prossimi
giorni.
L’idea di Fini, condivisibile, è che un provvedimento così delicato come quello della legge di bilancio non possa risolversi in un “prendere o lasciare”, in un emendamento omnibus che impedisce
discussioni di merito del Parlamento.
Al Presidente della Camera, a cui va tutta la nostra stima ed amicizia per gli attacchi politici e personali subiti nell’ultimo periodo, dobbiamo riconoscere un ruolo importante – da sempre! – a
favore delle Forze dell’Ordine.
Durante il precedente Governo di centrodestra, fu il vice premier Gianfranco Fini a recepire le nostre richieste e a farci ottenere risorse importanti per il Contratto 2004 – 2005, un accordo che
resta tra i migliori di sempre per il Comparto Sicurezza.
Sono cose che non dimentichiamo.
Vedremo, tornando all’oggi, come si svilupperanno le cose in Finanziaria.
Si parte dai 100 milioni di euro in più ottenuti grazie alla manifestazione dei 40.000 in piazza, risorse che dovranno come minimo raddoppiare per poter tornare
a sederci ai tavoli delle trattative contrattuali.
Il ministro Maroni ha poi garantito il turn over totale nei prossimi tre anni, con 6.000 assunzioni che saranno fondamentali anche per la mobilità interna del personale.
La partita si gioca adesso sul Riordino delle Carriere: terminate le audizioni parlamentari, il Governo deve presentare al più presto il ddl delega, con coperture finanziarie ad
hoc.
E presto devono avviarsi anche i tavoli della previdenza complementare.
Su questi punti, il SAP non scenderà a compromessi.
Così come torniamo a ribadire con forza la necessità, in un momento in cui si parla di risparmi per la spesa pubblica, di razionalizzare (non tagliare) le Forze dell’Ordine, partendo
dall’idea che l’Arma dei Carabinieri, come la Polizia di Stato, debba essere posta alle dipendenze funzionali del Ministero dell’Interno, con gli altri tre Corpi di Polizia (Guardia di
Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale) che possono diventare delle Specialità nell’ambito della nostra Amministrazione.
Una battaglia, questa, che abbiamo rilanciato noi durante il Congresso SAP del maggio 2009 e che continueremo a portare avanti, a tutti i livelli e con tutte le nostre forze, con grande
determinazione.
Orgogliosi di essere SAP!
fonte www.sap-nazionale.org
Maroni: "6.000 nuovi Agenti in tre anni"
Accolte dunque le richieste del SAP e ora la battaglia, dopo il riconoscimento della Specificita' e un primo stanziamento di risorse a nostro favore, prosegue con forza per avere ulteriori e congrui appostamenti, per il Riordino delle Carriere e per la Previdenza complementare. E siamo convinti che, ancora una volta, il Ministro Maroni e' e sara' dalla nostra parte!
Condoglianze
La Segreteria Provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia di Pisa, esprime profondo cordoglio ai familiari delle cinque vittime, appartenenti alla 46^ Aerobrigata Aerea di Pisa.
![]() Magg. Bruno Cavezzana |
![]() Ten. Gianluca Minichino |
![]() Ten. Salvatore Bidello |
![]() M.llo Maurizio Ton |
![]() M.llo Gianluca Larice |
Ascolta l'intervista radio al Segretario Generale del SAP, Nicola TANZI, andata in onda sulle frequenze di RADIO RAI GR PARLAMENTO nei giorni scorsi. Argomento: la riforma della Legge 121/1981.
Orgogliosi di essere SAP!
Intervista al Segretario Generale del SAP Nicola Tanzi
Roma, 23 novembre - A seguito di alcuni ricorsi presentati dal SAP, il Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo (Sezione Prima di Pescara) ha emesso un
decreto ingiuntivo contro il Ministero dell’Interno per il pagamento delle ore di straordinario effettuate e non retribuite.
L’intervento diretto del Presidente del Tar, con una procedura certo innovativa e significativa frutto delle evoluzioni normative degli ultimi anni che – nei fatti – assegnano ai Tribunali
amministrativi competenze e “poteri” finora detenuti primariamente dagli organi giudiziari civili, nasce a seguito di azioni proposte dalla nostra Segreteria SAP di Pescara che ha inteso tutelare
alcuni colleghi che non percepivano da tempo le ore di straordinario regolarmente prestate, in qualche caso anche da anni. Un giudizio riguardante i diritti soggettivi di natura patrimoniale e
pertanto rientranti nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
Stiamo parlando di somme non corrisposte fino a 3.000 euro. Il presidente del Tar, valutati attentamente i fatti e i documenti presentati nei ricorsi, ha ritenuto legittimo il diritto al
pagamento di quelle prestazioni di lavoro straordinarie ed obbligatorie per i poliziotti - trattandosi di crediti liquidi ed esigibili - percependo inoltre il profondo disagio vissuto da tutti
quegli operatori che, in prima linea, sono costantemente e impegnati nella prevenzione e nel contrasto del crimine.
Il Tar ha ritenuto fondate e sacrosante le richieste del SAP e dei colleghi, intimando al Dipartimento di Pubblica Sicurezza, con lo strumento della ingiunzione di pagamento, la corresponsione ai
ricorrenti delle somme dovute entro 40 giorni dalla notifica.
In assenza di pagamento o di opposizione, il decreto avrà efficacia esecutiva.
Già in passato il SAP e i colleghi interessati avevano avuto “soddisfazione” da altri Tar che hanno opposto al Viminale decreti di ingiunzione di pagamento relativi all’indennità autostradale e
ferroviaria, come è noto in cronico ritardo.
Questo, cari colleghi, vuol dire essere una grande organizzazione di rappresentanza degli interessi reali del personale.
E anche nella presentazione di ricorsi e azioni giudiziali, come ad esempio quello relativo alle pensioni (esclusivo per i nostri iscritti) che vedrà a breve l’udienza di discussione, il SAP ha
operato e opererà sempre con serietà e senza demagogia.
Soprattutto senza prendere in giro i colleghi.
Possiamo farlo perché siamo un grande sindacato, con un Ufficio Studi che lavora con professionalità h24 per valutare e ponderare tutte le strade percorribili nell’interesse del personale.
La nostra diuturna azione è duplice: da un lato, dopo aver portato 40.000 persone in piazza a fine ottobre, continuiamo a lavorare e a spingere con ogni mezzo sul fronte politico per strappare
risorse congrue per il Contratto e la Specificità, oltre all’avvio del Riordino delle Carriere e dei tavoli della Previdenza complementare: obiettivi per noi imprescindibili.
Una battaglia anche mediatica, che soltanto nell’ultima settimana ci ha visto presenti su settimanali a tiratura nazionale (l’Espresso e Oggi), oltre al Sole 24 Ore che parla proprio della
vicenda degli straordinari e che è consultabile cliccando su questo link.
Nel contempo, i diritti e le prerogative del personale vengono tutelati con forza e sacrificio ogni giorno grazie all’impegno delle Segreterie Regionali e Provinciali che possono contare,
ovviamente, sul pieno appoggio e sull’assistenza della struttura nazionale.
Per questo la strada della via giudiziale per la tutela dei diritti non riconosciuti o compressi è e resta un fondamentale strumento per il SAP.
Ieri come oggi.
Orgogliosi di essere SAP!
Sono finalmente terminate tutte le procedure contabili ed autorizzative, da parte del Servizio Tep e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, relative al pagamento della parte residua del
Fondo 2008 (la somma spettante al personale è fissata nella misura massima di 493,92 euro lordi) e degli ulteriori 100 euro lordi (circa) a testa relativi alle risorse residue del Fondo
2007.
Già nei prossimi giorni i tabulati saranno a disposizione delle Prefetture dalle quali dipendono adesso i tempi per la reale corresponsione delle somme in questione.
Il SAP, memore delle “lentezze” avvenute in passato, spesso causate dagli Uffici Territoriali del Governo, monitorerà la situazione città per città attraverso le proprie Segreterie Regionali e
Provinciali, sollecitando le singole Prefetture a lavorare bene e velocemente, perché ulteriori ritardi non saranno tollerati!






