Pattuglie miste, una vittoria SAP: circolare del Dipartimento

Una vittoria SAP: fatti non parole!!! Una vittoria SAP: fatti non parole!!!

Avevamo sollevato per primi, con un forte intervento alla Funzione Pubblica, una lettera urgente al Dipartimento e un articolo sul Corriere della Sera, la gravissima problematica relativa alla disparita' di trattamento economico tra Operatori della Polizia di Stato e militari nell'ambito delle cosiddette pattuglie miste. Dopo la nostra azione, sono intervenuti il decreto legge 78/2009 (poi convertito in legge 102/2009) e quindi, con recente circolare che pubblichiamo, il Servizio Tep e Spese varie, che hanno sanato una evidente e gravissima ingiustizia a danno dei Poliziotti...

SAP: come sempre, fatti e non parole!!!

 

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IL SAP TUTELA LA FAMIGLIA

Il SAP e la tutela familiare Il SAP e la tutela familiare

La tutela della famiglia, la possibilità per l’operatore di Polizia di prestare servizio vicino casa e, soprattutto, il sacrosanto principio del ricongiungimento familiare, sono da sempre al centro della politica di tutela del personale del SAP. La nostra “battaglia legale”, in particolare, si è concentrata per la concreta e corretta applicazione, anche al personale della Polizia di Stato, dell’art. 42 bis del d.lgs. 151/2001, che disciplina la cosiddetta aggregazione prolungata. La norma, come è noto, prevede la possibilità per il dipendente pubblico, genitore di figli minori di tre anni, di essere assegnato, per un periodo non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante di analoga posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni coinvolte. I ricorsi presentati nel tempo da numerosi colleghi, sostenuti in molti casi dal SAP, hanno evidenziato, nel loro esito, una netta demarcazione giurisprudenziale fra l'indirizzo dei giudici di primo grado (favorevole) ed il giudice di appello (decisamente contrario).

Nello specifico, quest’ultimo orientamento muoveva i passi dall'art. 3 del d. lgs. 165/2001, a mente del quale il personale militare e le Forze di Polizia rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti, con ciò escludendoli dall'applicazione dell'art. 42 bis, destinato - a parere del Consiglio di Stato - al restante pubblico impiego di cui all'art. 2 del d. lgs. 165/2001. Insomma, i giudici di Palazzo Spada non lasciavano spiraglio alcuno alla speranza di abbattere l'ennesima palese disparità di trattamento nei confronti di chi, giornalmente, contribuisce a garantire la sicurezza della gente. Tuttavia il SAP, questa volta grazie anche alla nostra Segreteria di Alessandria, non si è arreso e ha continuato la sua battaglia a sostegno della famiglia, affrontando un ulteriore giudizio amministrativo, conclusosi, in primo grado, con la pubblicazione, il 26 gennaio 2010, della sentenza 482/2009, con la quale il TAR Lazio ha accolto il ricorso da noi patrocinato, non limitandosi, per vero, ad annullare sic et simpliciter l'avversato decreto del Ministero dell'Interno. I giudici amministrativi, difatti, hanno fondato l'accoglimento del ricorso sull'ingresso, nell'ambito degli ultimi accordi sindacali, dell'art. 14 del DPR 170/2007 e dell'art. 18 del dPR 51/2009, entrambi titolati 'tutela delle lavoratrici madri' ed entrambi richiamanti una serie di disposizioni che si applicano al personale di polizia 'oltre a quanto previsto dal D. Lgs. 151/2001'.

Il che, a parere del TAR Lazio, “...Comporta la oramai pacifica applicabilità al personale di cui e' questione anche della disciplina recata dal citato D.Lgs. 151/2001, e quindi del suo art. 42 bis”. Non meno importante, altresì, l'orientamento espresso dallo stesso Tribunale, in relazione ad un altro dei 'capisaldi del diniego' della nostra Amministrazione, ovvero la specificità delle 'esigenze organizzative delle Forze di Polizia'.

Così scrivono i giudici laziali: “...Peraltro, non convincono gli ulteriori argomenti posti a sostegno dell'atto impugnato e concernenti le asserite difficoltà di organico nell'Ufficio di appartenenza, che si produrrebbero in ragione dell'accoglimento dell'istanza del ricorrente di assegnazione prolungata ad altra sede. In disparte l'apoditticità dell'affermazione, non meglio e piu' dettagliatamente confortata da elementi precisi e puntuali, va rilevato che, come ha affermato il ricorrente senza essere sul punto smentito dalla resistente Amministrazione, da una parte la sede di Alessandria (di attuale applicazione del ricorrente) fornisce abitualmente personale in aggregazione ad altre sedi così come quella di La Spezia (cui aspira ad essere assegnato il ricorrente) si trova a dover richiedere regolarmente l'invio di agenti per esigenze di sicurezza dovute all'aumento del flusso di persone nei periodi estivi”.

Non ci resta, ora, che attendere il prossimo passo della nostra Amministrazione, la quale - abbiamo motivo di credere - ricorrerà in appello avverso la decisione del TAR Lazio. Noi, però, resisteremo davanti al Consiglio di Stato, ancora una volta dalla parte dei colleghi e della tutela familiare.

Orgogliosi di essere SAP!

I NOSTRI EROI......

Chi sono gli eroi oggi? Chi sono gli eroi oggi?

Cicerone diceva la memoria è tesoro e custode di tutte le cose.
Nei giorni scorsi, in tutta Italia, si è celebrata la ricorrenza del Giorno della Memoria che commemora, come è noto, tutte le vittime dell’Olocausto.
L’occasione è stata importante per ricordare la figura di Giovanni Palatucci, ultimo Questore di Fiume, giovane Commissario di Polizia che morì a 36 anni nel campo di sterminio di Dachau e che riuscì a salvare oltre 5.000 ebrei dalla barbarie nazista.
La figura di Palatucci è certamente eroica ed estrema al tempo stesso, figlia del suo tempo e unica nella storia della Polizia di Stato e di tutte le Forze dell’Ordine italiane.
Ma il Giorno della Memoria deve indurci ad una riflessione anche sugli Eroi di tutti i giorni, su quelle Donne e su quegli Uomini in divisa che quotidianamente garantiscono la sicurezza dei cittadini, di cui nessuno parla se non quando la cronaca assume i contorni del dramma. Si tratta di colleghi che con il loro impegno, con la loro professionalità, con il loro sacrificio riescono a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica impedendo che qualcuno possa farsi male, pattugliano strade e città a piedi, in moto o in volante garantendo il sereno vivere dei nostri centri urbani, svolgono indagini delicate assicurando alla giustizia criminali di assoluto rilievo, ma anche delinquenti comuni.
Si parla spesso, e a sproposito, del clima di insicurezza che regnerebbe nel nostro Paese.
Esistono problemi reali e non ce li nascondiamo.
Ma chiediamoci che cosa sarebbe l’Italia senza l’opera e il lavoro delle Forze dell’Ordine e della Polizia di Stato, senza il sacrificio di migliaia e migliaia di Eroi che quotidianamente salvano vite, perché impediscono la consumazione di reati o perché scoprono chi ha commesso reati, impedendo che possa farne altri.
E i meriti di tutto questo sono in primo luogo dei colleghi, non certo della politica che spesso rivendica come propri risultati che sono frutto esclusivo del sudore e del sangue dei poliziotti italiani.
La storia della Polizia di Stato, che tra mille vicissitudini attraversa tre secoli di vita (dal 1852), è ricca di Eroi che purtroppo hanno perso la vita in servizio per salvare tanti cittadini.
E’ ricca, soprattutto, di Eroi quotidiani che, oggi come in passato, la vita la rischiano tutti i giorni, sempre e soltanto per garantire la sicurezza della gente e il rispetto delle leggi.
Eroi del nostro tempo che prendono “mazzate” ad Ischia per impedire lo scempio di un’isola devastata dall’abusivismo edilizio o che sono vittime di violenze in Piemonte da parte di chi, illegalmente, si oppone alla realizzazione di un cantiere per l’alta velocità ferroviaria.
Eroi che poi qualche giudice contabile vorrebbe pure perseguire per danno d’immagine...
Quando i primi Comitati e Movimenti Autonomi dei padri fondatori del SAP decisero, sul finire degli anni settanta, di istituire la nostra grande organizzazione sindacale, avevano bene in mente cos’era stata la Polizia di Stato fino a quel momento e che cosa sarebbe dovuta diventare.
Di conquiste, negli ultimi trent’anni, ne abbiamo ottenute tante.
Di battaglie, nei mesi e negli anni a venire, restano da vincerne ancora molte.
Ma una cosa è certa.
A nessuno permetteremo mai di denigrare e insultare la nostra professione, il nostro impegno, la nostra divisa.
Una divisa sulla quale e per la quale tanto sangue è stato versato.
Questa è la nostra memoria.
Noi non dimentichiamo.

Orgogliosi di essere SAP!

L'ORDINE PUBBLICO E' UNA COSA SERIA!!!!

L'Ordine Pubblico è una cosa seria!!! L'Ordine Pubblico è una cosa seria!!!

Roma, 25 gennaio - In questi giorni centinaia e centinaia di colleghi sono impegnati in Piemonte, in Val di Susa, per le esigenze connesse alle manifestazioni organizzate contro i cantieri dell’alta velocità.
Come sempre, frammischiati tra i tanti pacifici manifestanti, vi sono i soliti personaggi legati al mondo dell’antagonismo, dei centri sociali, di un certo “estremismo politico” che ormai fa parte del “folclore” del nostro Paese.
E sono costoro che, oggi come in passato, si rendono protagonisti di azioni di protesta che spesso sfociano in atti di violenza contro le Forze dell’Ordine ed in particolare contro i poliziotti, contro gli operatori dei Reparti Mobili che da tutta Italia sono stati aggregati in Val di Susa. Colleghi che stanno svolgendo al meglio il loro servizio, con grande professionalità e con grande sacrificio personale.
Cinque anni fa, come molti ricorderanno, si ripetè in Piemonte una situazione simile e le proteste furono violente, tanto da determinare una decisa, ma legittima, azione di risposta da parte degli operatori della Polizia di Stato che – mai dimenticarlo – hanno il compito di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, impedendo che siano messi a ferro e fuoco i centri abitati e che qualcuno possa farsi male.
I servizi televisivi e giornalistici dell’epoca, che mostravano le immagini degli scontri, contribuirono a determinare l’avvio di una inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Torino la quale, con grande scrupolosità e professionalità, acclarò senza ombra di dubbio la correttezza dell’operato dei nostri colleghi.
Qualcuno però rimase “turbato” da quelle immagini, che potevano “danneggiare l’immagine stessa del Corpo della Polizia di Stato e della nazione tutta” (amen).
Così, quel qualcuno – non uno qualunque: stiamo parlando del Procuratore Capo della Corte dei Conti del Piemonte, Ermete Bogetti – decise di attivarsi per avviare una indagine, spedendo (nel 2007) decine e decine di avvisi di istruttoria al personale dei Reparti Mobili di Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma e Napoli con lo scopo di avviare “una azione di responsabilità per danno alla finanza pubblica per comportamento lesivo dell’immagine e del prestigio del Corpo e dello Stato”.
Insomma, la reazione della Polizia di Stato, pur essendo stata legittima come accertato dalla Procura della Repubblica di Torino, avrebbe determinato un danno economico “di immagine” causato dalle “terribili” scene viste in tv e sui giornali.
Passano gli anni e arriviamo ad oggi: nei giorni scorsi la Corte dei Conte piemontese ha inviato un avviso di garanzia al dirigente del servizio dell’epoca, che oggi opera ancora nella città della mole.
Non risulta che ci siano altri colleghi chiamati in causa.
Abbiamo con forza espresso la nostra vicinanza e solidarietà al dirigente coinvolto; altresì, siamo convinti che alla fine della fiera questa vicenda si risolverà nel migliore dei modi. Ma il punto non è soltanto questo.
Nelle nostre prese di posizione pubbliche sui quotidiani Libero e La Stampa, abbiamo chiaramente detto che iniziative come quella posta in essere della magistratura contabile rischiano di ingenerare negli operatori un senso di insicurezza sui comportamenti da tenere, che potrebbe avere ripercussioni nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica.
E certamente non può sfuggire il “dettaglio”, la casualità (?) di un’indagine che ritorna a far parlare di sé, dopo tre anni di istruttoria, proprio nelle ore e nei giorni in cui in Val di Susa i nostri colleghi sono impegnati in un delicato servizio di ordine pubblico.
Il SAP si è già attivato a livello nazionale, con la stretta collaborazione della Segreteria del Piemonte e di quella di Torino, per monitorare costantemente la situazione. Noi siamo e resteremo sempre dalla parte delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e delle Forze dell’Ordine, MAI dalla parte di chi delinque, commette violenze o devasta borghi e città.
Orgogliosi di essere SAP!

 

STOP trattative alla Funzione Pubblica e nuove RISORSE: verso spiragli CONCRETI

Roma, 18 gennaio - Il confronto ed il dialogo con i sindacati di Polizia rappresentano una condizione fondamentale ed insostituibile, così come occorre evitare azioni d’imperio o decisioni unilaterali che non giovano a nessuno.
Questo ha sostenuto il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso dell’incontro svoltosi al Viminale il 12 gennaio, al quale hanno partecipato il Segretario Generale del SAP, Nicola Tanzi e i Segretari Generali Aggiunti Ernesto Morandini e Francesco Quattrocchi.
Un primo, importante risultato venuto fuori dall’incontro con Maroni, frutto esclusivo dell’azione condotta dal SAP unitamente a Siulp, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia e Coisp, è stato quello di sospendere le trattative in corso alla Funzione Pubblica per il rinnovo del “vecchio” Accordo.
Una scelta sacrosanta, che sposa in pieno la linea di coerenza e serietà di chi si è rifiutato di sedersi a Palazzo Vidoni senza garanzie concrete sulle risorse.
Ed è buffo leggere i comunicati di chi prima voleva chiudere a tutti i costi un Contratto da 15/20 euro, affermando che “sarebbe irresponsabile continuare a privare i poliziotti degli aumenti” (sic!!!), salvo poi applaudire Maroni, spellandosi le mani, per aver accolto la posizione del SAP e dei sindacati più seri che non si sono voluti sedere al tavolo con Brunetta.
Il compito del SAP, invece, è quello di tutelare gli interessi reali del personale, come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare con sempre maggiore vigore, grazie anche alla conferma della nostra forza in termini di iscritti.
Ma dal Ministro dell’Interno sono arrivate altre importanti novità, per le quali manifestiamo un cauto ottimismo.
Infatti, sarà convocata a breve una riunione con Gianni Letta e con tutti i titolari dei Dicasteri che interessano il Comparto Sicurezza e Difesa al fine di ripensare le risorse economiche finora disponibili.
In particolare, le risorse potrebbero essere reperite dal Fondo Unico Giustizia per il quale sono già disponibili – al 31 dicembre 2009 – un miliardo e mezzo di euro.
Entro la fine di gennaio un dpcm dovrebbe ripartire le somme a metà tra il Viminale e il Ministero della Giustizia, con la possibilità di accrescere in modo stabile e continuativo il Fondo in questione attraverso la destinazione in via permanente (l’automatismo è stabilito dalle norme) delle risorse confiscate e sequestrate alla criminalità.
Si tratta, come è intuibile, di appostamenti importanti che dovrebbero incrementare, come richiesto dal SAP, i 100 milioni di euro già previsti nella Finanziaria 2010 per la Specificità, oltre ad accelerare l’iter di approvazione del Riordino delle Carriere e avviare i tavoli della Previdenza complementare.
Noi, ovviamente, vogliamo e pretendiamo fatti.
Ma invitiamo tutti a vedere come, dopo la grande manifestazione di due mesi fa con i 40.000 in piazza a Roma, dopo le nostre costanti battaglie quotidiane, dopo l’abbandono dei tavoli di Palazzo Vidoni, cominci finalmente a vedersi l’uscita dal tunnel.
Se lo meritano i circa 100.000 Poliziotti italiani che ogni giorno rischiano la vita e che sono stufi di essere presi in giro.
Per questo, state pur tranquilli, vigiliamo e continueremo a vigilare.
Orgogliosi di essere SAP!

L'anno della verità!!!!!

2010: l'anno della verità! 2010: l'anno della verità!

Roma, 4 gennaio - Il nuovo anno, appena cominciato, non può non ripartire dai problemi e dai quesiti che il 2009 ha lasciato irrisolti.
Camera e Senato si concedono ancora qualche giorno di vacanza.
Noi, come la maggior parte dei poliziotti, abbiamo continuato anche nei giorni di festa a difendere e tutelare i diritti del personale, sul territorio come a Roma.
E proprio nelle ore che hanno preceduto il capodanno, il SAP è intervenuto su tutte le agenzie stampa per chiedere un chiarimento al presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che aveva parlato di “300.000 euro in più per le Forze dell’Ordine e le Forze Armate da ricavare con le risorse dello scudo fiscale”.
Chiarimento che è subito arrivato, come abbiamo documentato in tempo reale nell'area News di questo sito.
La cifra di 300.000 euro è risultata essere, per fortuna, un errore di battitura. La somma indicata, infatti, ammonta a 300 milioni di euro e nelle prossime settimane in Parlamento dovrebbero essere presentate delle proposte, sono parole del senatore Gasparri, “per vincolare parte delle risorse che entreranno nelle casse dello Stato grazie alla proroga dello scudo fiscale.
Bisognerà valutare con Governo e parti interessate la specifica destinazione di queste cifre”.
Memori delle tante promesse fino ad oggi fatte e non sempre ottemperate, come SAP manteniamo un atteggiamento a dir poco prudente.
Però è altrettanto evidente che le nostre battaglie, le nostre prese di posizione, la discesa in campo di 40.000 colleghi a fine ottobre scorso, hanno dato e continuano a dare frutti.
Soprattutto perché la classe politica tutta si è resa conto, concretamente, del malcontento che esiste tra gli operatori delle Forze di Polizia.
I 100 milioni di euro per la Specificità previsti nella Finanziaria 2010 sono stati un primo passo, anche se non sufficiente.
I 300 milioni che potrebbero essere ricavati dallo scudo fiscale dovranno, a nostro avviso, essere ripartiti nel seguente modo: 100 milioni ancora per la Specificità e 200 milioni per il Riordino delle Carriere, da aggiungersi ai circa 600 milioni già accantonati dai precedenti Governi.
Cifre importanti che, unitamente all’avvio dei tavoli per la previdenza complementare, costituiscono l’unica strada percorribile per dare dignità al Comparto Sicurezza e alla Polizia di Stato.
Non ci stancheremo mai di ricordare che, appena due mesi fa, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, aveva chiesto per le Forze dell’Ordine oltre un miliardo di euro: 300 milioni di euro, assieme ai 100 milioni per la Specificità previsti in Finanziaria e alle 6.000 assunzioni in tre anni (fondamentali, tra l’altro, per la mobilità interna), possono essere una base minima da cui ripartire.
Ma alle parole devono seguire fatti.
Le prossime settimane e i mesi che verranno, da questo punto di vista, saranno decisivi.
Noi, come sempre, non molleremo la presa.
Orgogliosi di essere SAP!

 

da www.sap-nazionale.org

A U G U R I A U G U R I
Contratto, Riordino, Previdenza: sì della Camera all’Ordine del giorno “PALADINI – SAP” Contratto, Riordino, Previdenza: sì della Camera all’Ordine del giorno “PALADINI – SAP”

Roma, 21 dicembre - L’azione rivendicativa del SAP prosegue con rinnovato vigore anche in questi giorni che ci avvicinano alle festività natalizie e si è clamorosamente concretizzata, nella giornata del 16 dicembre, con un Ordine del giorno presentato dal nostro ex Segretario Generale Aggiunto, Giovanni Paladini (parlamentare dell’Italia dei Valori), che è stato approvato dalla Camera e che impegna il Governo a reperire risorse per il rinnovo contrattuale, per il Riordino delle carriere, per la Previdenza (complementare).
Si tratta di un atto politico assolutamente significativo, proprio perché approvato dall’aula di Montecitorio nel corso della discussione sulla Finanziaria 2010, che segue di pochi giorni la richiesta che, come Consulta Sicurezza, abbiamo fatto al Governo per quel che riguarda l’avvio dei tavoli per la Previdenza complementare.
Il SAP – ed è qui la nostra forza e il nostro valore aggiunto rispetto agli altri – non cavalca la protesta fine a se stessa o la rivendicazione demagogica, ma agisce a 360 gradi potendo incidere – realmente! - su vari fronti, dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza al Governo, dal Parlamento ai mass media, fino a portare in piazza – lo abbiamo fatto a fine ottobre e lo faremo ancora se necessario – decine e decine di migliaia di colleghi.
La Finanziaria 2010, licenziata dalla Camera, sarà presto approvata dal Senato e – salvo colpi di scena – il testo non sarà ulteriormente modificato.
Così com’è, la legge di bilancio non risolve le criticità del nostro Comparto, anche se abbiamo apprezzato i provvedimenti legati alle assunzioni.
Per quel che riguarda le risorse aggiuntive da destinare al Contratto e alla Specificità, si parte – come è noto – dai 100 milioni frutto della nostra manifestazione (e non certo di qualche convegno improvvisato) che saranno prelevati dal fondo destinato alla tutela della sicurezza pubblica previsto non dalla Finan-ziaria, ma dal decreto legge 112/2008 poi convertito in legge 133/2008.
Il nodo adesso è incre-mentare quella somma, arrivare almeno a 200 milioni, per poter tornare a sederci ai tavoli contrattuali e chiudere subito il vecchio Accordo ormai scaduto da quasi due anni e guardare avanti.
Da questo punto di vista, l’Ordine del giorno “Paladini – Sap” approvato alla Camera che “impegna il Governo” si rivela fondamentale affinché siano allocate le risorse necessarie non solo per il Contratto, ma anche per l’avvio del Riordino e dei tavoli di Previdenza complementare.
E tutto questo è possibile approvarlo anche con provvedimenti “collegati” (come si dice in gergo parlamentare) alla stessa Finanziaria, da discutere a parte e in tempi successivi.
Il nostro impegno è fortissimo in questa direzione e non molleremo la presa finché non avremo ottenuto, concretamente, le risposte che vogliamo e che vogliono soprattutto i colleghi i quali, anche quest’anno, stanno confermando con le loro adesioni e le loro iscrizioni fiducia e stima per l’unico, vero, grande sindacato AUTONOMO della Polizia.
Obiettivi che ribadiremo presto anche al ministro Maroni e al quale, come è noto, abbiamo chiesto un incontro.
Il 2009 sta per finire, ma non finisce l’impegno del SAP che continuerà a lavorare, come molti colleghi, anche durante le festività.
L’occasione è però propizia per augurare ai nostri iscritti e a tutto il personale un sereno Natale.
Orgogliosi di essere SAP!

Finanziaria 2010: richiesta di incontro al Ministro dell’Interno Finanziaria 2010: richiesta di incontro al Ministro dell’Interno

Roma, 14 dicembre - Dopo la grande manifestazione dei 40.000 in piazza a Roma, a fine ottobre, il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha formulato importanti richieste, assumendo precisi impegni nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e del Comparto Sicurezza.
Gliene abbiamo dato pubblicamente atto, anche perché ha avuto la forza di dire le cose come stanno, come da tempo il SAP denuncia, sottoponendosi ad attacchi e critiche da parte dei colleghi della sua stessa maggioranza politica, in particolar modo di coloro che considerano le scelte economiche del prof. Giulio Tremonti (che possono tradursi in poche parole: tagli, tagli e ancora tagli) assolutamente indiscutibili.
L’iter parlamentare di approvazione della Legge Finanziaria 2010, ad oggi, non ha fornito particolari elementi di chiarezza, anche se sono presenti alcuni provvedimenti – come la scelta legata al turn over e alle assunzioni – che risultano certamente positive.
Mancano però certezze sulle risorse aggiuntive per il Contratto e la Specificità – ad oggi 100 milioni di euro da prelevare dal fondo destinato anche alla tutela della sicurezza pubblica di cui al co. 17 art. 61 del decreto legge 112/2008 poi convertito in legge 133/2008, somma che giudichiamo insufficiente e che deve arrivare almeno a 200 milioni – e soprattutto servono risposte concrete per il Riordino delle Carriere e l’avvio dei tavoli per la previdenza complementare.
Per questo, assieme al sindacato unitario e ai principali sindacati di Polizia, abbiamo firmato una lettera congiunta (che pubblichiamo di seguito, datata 10 dicembre) per chiedere al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, un incontro chiarificatore prima della definitiva approvazione della Legge Finanziaria 2010.
Le aspettative dei poliziotti italiani non possono essere ancora tradite.
Il SAP questo non lo permetterà.
Orgogliosi di essere SAP!

 

fonte www.sap-nazionale.org

Finanziaria, grazie Presidente Fini! Finanziaria, grazie Presidente Fini!

Roma, 7 dicembre - Ci avevano provato ancora una volta, ma per fortuna il Parlamento ha avuto un sussulto di dignità e di orgoglio, grazie all’intervento del Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Con un emendamento di maggioranza, in barba alla normativa esistente e al regolamento del ministro Maroni che ha recepito le richieste del SAP e dei sindacati di Polizia, si è tentato – nel corso dell’accesa discussione sulla Finanziaria 2010 in atto a Montecitorio – di inserire una norma che autorizzava i Comuni a dare rimborsi ai volontari delle ronde.
Una sorta di pagamento mascherato.
Una situazione inaccettabile che è saltata, almeno per ora, grazie all’intervento del Presidente della Camera che ha preteso una discussione punto per punto che si svilupperà nei prossimi giorni.
L’idea di Fini, condivisibile, è che un provvedimento così delicato come quello della legge di bilancio non possa risolversi in un “prendere o lasciare”, in un emendamento omnibus che impedisce discussioni di merito del Parlamento.
Al Presidente della Camera, a cui va tutta la nostra stima ed amicizia per gli attacchi politici e personali subiti nell’ultimo periodo, dobbiamo riconoscere un ruolo importante – da sempre! – a favore delle Forze dell’Ordine.
Durante il precedente Governo di centrodestra, fu il vice premier Gianfranco Fini a recepire le nostre richieste e a farci ottenere risorse importanti per il Contratto 2004 – 2005, un accordo che resta tra i migliori di sempre per il Comparto Sicurezza.
Sono cose che non dimentichiamo.
Vedremo, tornando all’oggi, come si svilupperanno le cose in Finanziaria.
Si parte dai 100 milioni di euro in più ottenuti grazie alla manifestazione dei 40.000 in piazza, risorse che dovranno come minimo raddoppiare per poter tornare a sederci ai tavoli delle trattative contrattuali.
Il ministro Maroni ha poi garantito il turn over totale nei prossimi tre anni, con 6.000 assunzioni che saranno fondamentali anche per la mobilità interna del personale.
La partita si gioca adesso sul Riordino delle Carriere: terminate le audizioni parlamentari, il Governo deve presentare al più presto il ddl delega, con coperture finanziarie ad hoc.
E presto devono avviarsi anche i tavoli della previdenza complementare.
Su questi punti, il SAP non scenderà a compromessi.
Così come torniamo a ribadire con forza la necessità, in un momento in cui si parla di risparmi per la spesa pubblica, di razionalizzare (non tagliare) le Forze dell’Ordine, partendo dall’idea che l’Arma dei Carabinieri, come la Polizia di Stato, debba essere posta alle dipendenze funzionali del Ministero dell’Interno, con gli altri tre Corpi di Polizia (Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale) che possono diventare delle Specialità nell’ambito della nostra Amministrazione.
Una battaglia, questa, che abbiamo rilanciato noi durante il Congresso SAP del maggio 2009 e che continueremo a portare avanti, a tutti i livelli e con tutte le nostre forze, con grande determinazione.
Orgogliosi di essere SAP!

fonte www.sap-nazionale.org

Maroni: "6.000 nuovi Agenti in tre anni" Maroni: "6.000 nuovi Agenti in tre anni"
Il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, continua a confermare gli impegni assunti all'indomani della manifestazione dei 40.000 in piazza a Roma a fine ottobre. "Nella prossima finanziaria, con un emendamento - dice Maroni all'Ansa -, ci sara' la possibilita' di assumere nuove unita' nelle Forze dell'Ordine, nei prossimi tre anni. Si tratta di 6 mila uomini all'anno per i prossimi tre anni. Sono complessivamente 18 mila le unita' che potremo assumere, di cui seimila poliziotti. Ci sono le dotazioni finanziarie. Renderemo piu' rapide le procedure di assunzione per contrastare i pensionamenti che avanzano".

Accolte dunque le richieste del SAP e ora la battaglia, dopo il riconoscimento della Specificita' e un primo stanziamento di risorse a nostro favore, prosegue con forza per avere ulteriori e congrui appostamenti, per il Riordino delle Carriere e per la Previdenza complementare. E siamo convinti che, ancora una volta, il Ministro Maroni e' e sara' dalla nostra parte!

Condoglianze

La Segreteria Provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia di Pisa, esprime profondo cordoglio ai familiari delle cinque vittime, appartenenti alla 46^ Aerobrigata Aerea di Pisa.



Magg. Bruno Cavezzana

Ten. Gianluca Minichino

Ten. Salvatore Bidello

M.llo Maurizio Ton

M.llo Gianluca Larice

 

Ascolta l'intervista radio al Segretario Generale del SAP, Nicola TANZI, andata in onda sulle frequenze di RADIO RAI GR PARLAMENTO nei giorni scorsi. Argomento: la riforma della Legge 121/1981.

Orgogliosi di essere SAP!

Intervista al Segretario Generale del SAP Nicola Tanzi

Roma, 23 novembre - A seguito di alcuni ricorsi presentati dal SAP, il Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale dell’Abruzzo (Sezione Prima di Pescara) ha emesso un decreto ingiuntivo contro il Ministero dell’Interno per il pagamento delle ore di straordinario effettuate e non retribuite.
L’intervento diretto del Presidente del Tar, con una procedura certo innovativa e significativa frutto delle evoluzioni normative degli ultimi anni che – nei fatti – assegnano ai Tribunali amministrativi competenze e “poteri” finora detenuti primariamente dagli organi giudiziari civili, nasce a seguito di azioni proposte dalla nostra Segreteria SAP di Pescara che ha inteso tutelare alcuni colleghi che non percepivano da tempo le ore di straordinario regolarmente prestate, in qualche caso anche da anni. Un giudizio riguardante i diritti soggettivi di natura patrimoniale e pertanto rientranti nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
Stiamo parlando di somme non corrisposte fino a 3.000 euro. Il presidente del Tar, valutati attentamente i fatti e i documenti presentati nei ricorsi, ha ritenuto legittimo il diritto al pagamento di quelle prestazioni di lavoro straordinarie ed obbligatorie per i poliziotti - trattandosi di crediti liquidi ed esigibili - percependo inoltre il profondo disagio vissuto da tutti quegli operatori che, in prima linea, sono costantemente e impegnati nella prevenzione e nel contrasto del crimine.
Il Tar ha ritenuto fondate e sacrosante le richieste del SAP e dei colleghi, intimando al Dipartimento di Pubblica Sicurezza, con lo strumento della ingiunzione di pagamento, la corresponsione ai ricorrenti delle somme dovute entro 40 giorni dalla notifica.
In assenza di pagamento o di opposizione, il decreto avrà efficacia esecutiva.
Già in passato il SAP e i colleghi interessati avevano avuto “soddisfazione” da altri Tar che hanno opposto al Viminale decreti di ingiunzione di pagamento relativi all’indennità autostradale e ferroviaria, come è noto in cronico ritardo.
Questo, cari colleghi, vuol dire essere una grande organizzazione di rappresentanza degli interessi reali del personale.
E anche nella presentazione di ricorsi e azioni giudiziali, come ad esempio quello relativo alle pensioni (esclusivo per i nostri iscritti) che vedrà a breve l’udienza di discussione, il SAP ha operato e opererà sempre con serietà e senza demagogia.
Soprattutto senza prendere in giro i colleghi.
Possiamo farlo perché siamo un grande sindacato, con un Ufficio Studi che lavora con professionalità h24 per valutare e ponderare tutte le strade percorribili nell’interesse del personale.
La nostra diuturna azione è duplice: da un lato, dopo aver portato 40.000 persone in piazza a fine ottobre, continuiamo a lavorare e a spingere con ogni mezzo sul fronte politico per strappare risorse congrue per il Contratto e la Specificità, oltre all’avvio del Riordino delle Carriere e dei tavoli della Previdenza complementare: obiettivi per noi imprescindibili.
Una battaglia anche mediatica, che soltanto nell’ultima settimana ci ha visto presenti su settimanali a tiratura nazionale (l’Espresso e Oggi), oltre al Sole 24 Ore che parla proprio della vicenda degli straordinari e che è consultabile cliccando su questo link.
Nel contempo, i diritti e le prerogative del personale vengono tutelati con forza e sacrificio ogni giorno grazie all’impegno delle Segreterie Regionali e Provinciali che possono contare, ovviamente, sul pieno appoggio e sull’assistenza della struttura nazionale.
Per questo la strada della via giudiziale per la tutela dei diritti non riconosciuti o compressi è e resta un fondamentale strumento per il SAP.
Ieri come oggi.
Orgogliosi di essere SAP!

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Sono finalmente terminate tutte le procedure contabili ed autorizzative, da parte del Servizio Tep e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, relative al pagamento della parte residua del Fondo 2008 (la somma spettante al personale è fissata nella misura massima di 493,92 euro lordi) e degli ulteriori 100 euro lordi (circa) a testa relativi alle risorse residue del Fondo 2007.
Già nei prossimi giorni i tabulati saranno a disposizione delle Prefetture dalle quali dipendono adesso i tempi per la reale corresponsione delle somme in questione.
Il SAP, memore delle “lentezze” avvenute in passato, spesso causate dagli Uffici Territoriali del Governo, monitorerà la situazione città per città attraverso le proprie Segreterie Regionali e Provinciali, sollecitando le singole Prefetture a lavorare bene e velocemente, perché ulteriori ritardi non saranno tollerati!